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Torna la raccolta del Banco farmaceutico

Agire per contrastare la povertà sanitaria

 Torna la raccolta del Banco farmaceutico

“Noi in farmacia lo vediamo quotidianamente: persone che chiedono quanto costano i medicinali prescritti e spesso non li acquistano tutti: la povertà sanitaria è un problema che affligge tantissime famiglie, anche da noi”. A dirlo, ieri, Chiara Modonesi, vicepresidente provinciale di Federfarma, in occasione della presentazione delle giornate di raccolta del farmaco, che tornano, dal 10 al 16 febbraio, per il 26esimo anno, grazie all’impegno del Banco Farmaceutico. Che in Polesine, quest’anno, come ha spiegato il referente provinciale Paolo Avezzù “vedrà in azione circa 160 volontari, per 16 enti destinatari dei farmaci, uno in più del 2025, con l’adesione di 39 farmacie aderenti, una in più dell’anno scorso, quando le persone che hanno beneficiato dei farmaci donati sono state 2.600. L’obiettivo, a livello nazionale è riuscire a raccogliere un milione di farmaci”.

Alla conferenza hanno preso parte anche il presidente dell’ordine dei farmacisti Alberto Melloncelli, che ha ringraziato “volontari e colleghi, che rispondono sempre bene nonostante la fase di difficoltà per le farmacie, che hanno sempre più compiti, e sempre più difficoltà a trovare collaboratori, con gli iscritti a farmacia che sono meno del 50% dei posti disponibili”, il presidente della Provincia Enrico Ferrarese e l’assessore al volontariato del Comune di Rovigo Renato Campanile, in rappresentanza dei due enti che, insieme alla Regione, patrocinano l’iniziativa, il presidente e la vicepresidente di Asm, David Nicoli e Lucia Ferrarese, perché anche la municipalizzata di Rovigo partecipa con le sue farmacie.

“Il tasso di adesione delle farmacie a livello nazionale è di circa una su tre, qui a Rovigo abbiamo una risposta maggiore, circa una su due”, ha precisato Elisabetta Narsi, consigliera di Federfarma. Che ha poi rimarcato: “Anche la popolazione risponde bene, ha fiducia in noi che siamo una sorta di front office sanitario, e questo favorisce una risposta più ampia. Come farmacie, quando aderiamo, versiamo una quota al Banco farmaceutico, poi ci viene inviato l’elenco di farmaci e presidi sanitari necessari. Farmaci che restano sul territorio, perché purtroppo la povertà sanitaria ci circonda”.

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