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Podismo

Rovigo in Love, un successo strepitoso

Oltre 4.500 iscritti per la gara podistica che ha riempito il capoluogo polesano

Dieci candeline, stessa magia. La Rovigo in Love si conferma un appuntamento che ormai appartiene alla città: 4.500 partecipanti, in linea con lo scorso anno, un lungo serpentone che dalla partenza in Corso del Popolo si distende tra le vie fino all’arrivo in piazza Vittorio Emanuele, tra applausi, brividi e quella nebbia fitta che per tutta la mattinata ha fatto da quinta scenica a una domenica di sport e comunità.

Il cuore dell’evento resta la mezza maratona agonistica, quest’anno su percorso certificato Fidal e rivisto per girare quasi completamente dentro Rovigo, scelta premiata dai riscontri degli atleti e – dettaglio tutt’altro che secondario – dai tanti “personal best” registrati al traguardo. Ma l’edizione 2026 ha avuto anche una novità capace di intercettare chi ama correre senza la pressione del cronometro: la “Relay in Love”, la mezza a staffetta non competitiva, con due frazionisti a darsi il cambio circa a metà gara. E poi la festa popolare della City Run (10 e 5 chilometri), e la crescita della “Walk for your school”, i cinque chilometri dei ragazzi a caccia del “soldino” per sostenere la propria scuola.

Il colpo a sorpresa: Neagu re della 21K

Sul fronte agonistico maschile la scena se l’è presa un vincitore inatteso, soprattutto per età e “prima volta”: Andrei Neagu, 23 anni, alla sua prima esperienza sui 21,097 km, ha firmato l’impresa con un 1h10’ netto, tempo di spessore, addirittura oltre tre minuti più veloce rispetto ai migliori crono delle scorse edizioni. Residente a Rovigo e portacolori dell’Avis Taglio di Po, Neagu ha raccontato una gara vissuta inizialmente quasi come un allenamento, poi trasformata in battaglia vera: “La prima parte è filata liscia, mi sentivo bene. Dopo metà percorso, una volta rientrato in centro, la fatica è aumentata chilometro dopo chilometro. Ho cercato di tener duro perché ero in testa e quando sono transitato per la chiesa della Beata Vergine Maria ho dato tutto: sapevo che era l’ultimo chilometro”.

Alle sue spalle Marco Filippi (Team Km Sport) ha provato la rimonta chiudendo secondo in 1h10’58”, mentre il terzo gradino del podio è andato a Geremia Taino (Gp Parco Alpi Apuane) in 1h11’50”. Una top three che certifica livello e intensità di una mezza maratona ormai matura, capace di produrre tempi importanti anche su un tracciato cittadino.

Paracchini regina tra le donne, Bragante super sul podio

Tra le donne il nome da copertina arriva da Siena: Camilla Paracchini (Uisp Atletica Siena) ha centrato la vittoria in 1h21’52”, resistendo fino in fondo alla pressione di Sara Boer (Dk Runners Milano), seconda in 1h22’11” dopo una sfida serrata. Applausi fortissimi anche per l’atleta di casa: Sara Bragante (Run It) ha conquistato un terzo posto di grande valore con 1h23’17”, crono eccellente che la proietta tra le protagoniste più solide del movimento locale. Nella top ten femminile, bene un’altra polesana: Francesca Moscardo (Avis Taglio di Po), ottava assoluta e prima tra le F40.

“Premio Piffa” e spirito di appartenenza

Non solo podi e tempi. La Rovigo in Love è anche memoria e appartenenza. Tra i momenti più sentiti, la consegna del “Premio Piffa”, dedicato a William Piffanelli, per tenere viva la sua passione per la corsa e l’amore per la città. Il riconoscimento è andato a Riccardo Bonato (Run It), classe 2008, primo giovane rodigino al traguardo della Half Marathon: un segnale chiaro, perché dietro la festa di oggi c’è già il domani.

La macchina Run It: occhi stanchi, cuore felice

Dietro i numeri e le medaglie c’è una regia che lavora per mesi. E infatti il racconto della giornata parte anche da chi l’ha costruita: lo storico gruppo dirigenziale di Run It, con il presidente Cristiano Gasparetto e lo zoccolo duro dell’organizzazione – Cinzia Sivier, Luca Favaro, Roberta Ghirardini, Alessandra Zambon – affiancati da una squadra di “woman e man in black” che ha garantito la tenuta dell’evento.

“Sabato c’era la fila fuori dal Salone del Grano per iscriversi alla City Run e anche tanti ragazzi per la Walk for your school”, ha spiegato Cinzia Sivier, sottolineando l’effetto del passaparola e la risposta della città. Luca Favaro ha messo in fila i dati: 1.300 atleti nella mezza, oltre 400 bambini, più di 2.500 persone nella City Run, fino a sfiorare quota 4.500 iscritti totali. E ha rimarcato il valore del nuovo percorso, decisivo anche per gestire i cambi della staffetta.

Roberta Ghirardini, che ha seguito iscrizioni e cronometraggio, ha ricordato il “vero” motore dell’evento: oltre 150 volontari, indispensabili per sicurezza, ristori, logistica e incroci. E i complimenti ai volontari sono stati il ritornello più frequente anche tra i partecipanti: dalla pacer Lucia, entusiasta del passaggio attorno all’undicesimo chilometro con tanto pubblico a spingere, fino ai runner della City Run, come Davide sui 10 km, che ha parlato di sorrisi e allegria capaci di “far dimenticare la nebbia”.

I gruppi: Vicenza Marathon davanti a tutti

Chiusura con la classifica della partecipazione di squadra nella Half Marathon: Vicenza Marathon primo gruppo con 66 presenze, poi Corriferrara (58), Avis Taglio di Po (41), quindi Assindustria Sport e Podisti Porto Tolle.

Dieci edizioni dopo, la Rovigo in Love non è più solo una gara: è un rito collettivo, un modo per vedere la città muoversi insieme – agonisti, camminatori, famiglie, scuole – e ritrovarsi, tra nebbia e applausi, nello stesso identico punto: quella piazza che, ogni anno, diventa traguardo e promessa.

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