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Alto Polesine: “Modello concreto di cooperazione”

Sette Comuni uniti per un nuovo modello di sviluppo territoriale: nasce “Polesine Superiore”

Alto Polesine: “Modello concreto di cooperazione”

Sette Comuni uniti per un nuovo modello di sviluppo territoriale. Si è tenuta nella mattinata di ieri al teatro Cotogni di Castelmassa la prima assemblea pubblica del “Polesine Superiore”, appuntamento che segna l’avvio ufficiale della “Conferenza dei Sindaci”, il nuovo organismo di coordinamento territoriale istituito dalla Regione del Veneto. Il progetto coinvolge i comuni di Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Ceneselli, Calto e Salara, un’area che punta ora a costruire una strategia condivisa di sviluppo sociale, culturale ed economico, rafforzando la capacità dei territori di fare rete, intercettare risorse e valorizzare le proprie specificità. La conferenza dei sindaci nasce come uno strumento operativo di coordinamento, capace di mantenere l’autonomia dei singoli comuni e al tempo stesso costruire una visione unitaria del “Polesine Superiore”. Un organismo concepito per favorire progettualità condivise, promuovere infrastrutture, sostenere la crescita imprenditoriale e valorizzare il patrimonio turistico e culturale locale.

“Le sfide del nostro territorio si vincono solo con un autentico lavoro di squadra e di sistema” ha dichiarato Angela Gazzi, presidente della conferenza e sindaco di Ceneselli, comune capofila del progetto. “Non intendiamo calare progetti dall’alto, ma costruirli con un percorso partecipativo costante con chi vive e opera quotidianamente in quest’area. L’obiettivo è uno sviluppo fondato su criteri rigorosi di sostenibilità, capace di coniugare innovazione, identità locale e attenzione alle generazioni future. Un modello di cooperazione che mette al centro le comunità”.

All’assemblea hanno partecipato rappresentanti di primo piano delle istituzioni regionali e provinciali, tra cui Valeria Mantovan, assessore regionale all’istruzione, formazione e cultura, Marco Zecchinato, assessore regionale agli enti locali e promotore della normativa che ha istituito la conferenza, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, oltre ai sette sindaci dei comuni coinvolti. Per l’assessore Mantovan, la conferenza rappresenta “un modello concreto di cooperazione territoriale che la Regione sostiene con convinzione, perché mette al centro le comunità, la loro identità e la capacità di costruire sviluppo sociale, culturale ed economico partendo dal basso”.

Ha poi ricordato il valore delle scuole come presidi fondamentali, il patrimonio storico e paesaggistico diffuso e il capitale umano giovane, sottolineando l'importanza di fare rete per rafforzare i servizi, investire in cultura ed educazione e contrastare lo spopolamento. Sulla stessa linea l’assessore Zecchinato, che ha definito l’avvio della conferenza “uno strumento concreto e snello per trasformare l’identità del Polesine Superiore in forza contrattuale e progettuale. Unire sette comuni in una strategia comune - ha aggiunto - significa superare i campanilismi e sviluppare progetti di ampia portata, capaci di attrarre investimenti e offrire servizi che sarebbero preclusi ai singoli enti”.

Durante la mattinata è stata illustrata la missione legislativa della conferenza, il programma di lavoro triennale, il coordinamento tecnico-scientifico, affidato all’architetto Laura Mosca e l’attività di comunicazione e animazione territoriale, a cura di Oreste Del Re. La strategia operativa è stata presentata da Enrico Specchio, direttore della direzione enti locali della Regione del Veneto, che ha definito le Conferenze dei sindaci “strumenti di programmazione rapidi ed efficaci per individuare bisogni, priorità e strategie di sviluppo condivise”. Ha ricordato come esse siano pienamente inserite nel sistema regionale della programmazione e possano accedere a contributi e agevolazioni finanziarie, dialogando con le intese programmatiche d’area e favorendo anche partenariati pubblico-privati.

Particolare attenzione è stata dedicata al coinvolgimento delle nuove generazioni con il progetto pilota “Ali e radici. Il ‘Polesine Superiore’ si racconta”, avviato nelle scuole per formare ragazze e ragazzi come ambasciatori culturali del territorio. Un momento dinamico di dibattito, condotto da Susanna Revelli, ha visto amministratori e stakeholder confrontarsi su vocazioni territoriali, progetti chiave, strumenti di crescita, sfide ambientali, sociali ed economiche. Un dialogo che ha evidenziato l’importanza di lavorare insieme per uno sviluppo sostenibile e riconoscibile, capace di valorizzare l’identità locale. Il percorso della Conferenza proseguirà con due laboratori aperti a cittadini, associazioni e stakeholder.

Il 13 febbraio a Castelnovo Bariano “focus su sociale, cultura e turismo” e il 20 febbraio a Ceneselli “focus su ambiente ed economia”. Il primo anno di lavoro si chiuderà il 21 maggio a Salara, in collegamento con il festival nazionale dello sviluppo sostenibile di Asvis, con la presentazione del quadro conoscitivo e degli Indirizzi strategici del piano d’azione. La prima assemblea pubblica ha segnato l’apertura ufficiale di un progetto strategico di coesione territoriale finanziato dalla Regione del Veneto, che punta a dare al Polesine Superiore una voce unica e riconoscibile, trasformando una condizione di marginalità geografica in un’opportunità di rilancio condiviso e duraturo.

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