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Il colpo

Assalto alla tabaccheria, la titolare reagisce, parte un colpo di pistola

I malviventi trovati poco dopo dai Carabinieri che giocavano in una sala Bingo

Assalto alla tabaccheria, la titolare reagisce, parte un colpo di pistola

All’esterno, l’insegna della piccola tabaccheria rifletteva le luci della strada; dentro, il suono metallico della cassa si è interrotto di colpo. Tre figure incappucciate hanno varcato la soglia con movimenti rapidi, una pistola puntata a mozzare il respiro. In quei secondi compressi, la titolare — una donna di origine cinese che i clienti chiamano con il nome italianizzato di “Maria” — ha compiuto il gesto che nessun rapinatore mette nei propri calcoli: ha reagito. Il copione è saltato. Uno dei banditi ha esploso un colpo in aria, l’odore acre della polvere ha morso l’aria, poi la fuga precipitosa: nessuna refurtiva, solo paura e una traccia di panico nell’aria ormai ferma.

Secondo quanto ricostruito, l’assalto è avvenuto a Musile di Piave (Venezia) e l’azione, pur rapida, ha lasciato dietro di sé un filo da tirare. Le videocamere di sorveglianza interne ed esterne e i controlli sul territorio messi in campo dai Carabinieri hanno consentito di focalizzare una vettura sospetta intercettata mentre si dirigeva verso una sala Bingo della zona. È su quel tragitto, sui tempi e sugli incroci, che si sta giocando la partita investigativa. 

Nulla, in uno scenario del genere, procede davvero “come previsto”. I tre sono entrati insieme, con un chiaro intento intimidatorio. In questi casi, la dinamica ricorrente prevede poche parole, gesti netti e l’abbattimento immediato della resistenza psicologica della vittima: un’arma esibita, minacce concise, l’ordine di aprire la cassa o di consegnare tabacchi e Gratta e Vinci ad alto valore. Qui l’elemento di rottura è stata la reazione della titolare. Non un atto di forza fine a sé stesso, ma un impulso che ha generato confusione tra i tre aggressori.

Il colpo esploso in aria — gesto tipico di chi tenta di riprendere il controllo della scena con la forza del rumore e della paura — ha invece cristallizzato l’imprevisto. I malviventi hanno abbandonato il piano e si sono dileguati senza portare via nulla. Resta da chiarire la natura dell’arma: vero fuoco o pistola a salve? In episodi analoghi nel Nordest e in Veneto non è raro che siano state utilizzate armi a salve o repliche modificate, scelte che riducono il rischio penale in caso di sequestro ma che, a distanza ravvicinata, conservano un forte potere d’intimidazione. In provincia di Verona, per esempio, i Carabinieri hanno documentato rapine in tabaccheria con pistole poi rivelatesi false e persino colpi a salve esplosi per terrorizzare le vittime.

Dopo la fuga, è scattata la catena standard di intervento: chiamata al 112, messa in sicurezza della scena, ascolto dei testimoni, acquisizione delle immagini di videosorveglianza e raccolta di eventuali tracce. È proprio dall’analisi incrociata dei filmati — quelli interni, quelli esterni e, se disponibili, anche quelli di telecamere comunali o di attività vicine — che gli investigatori hanno potuto isolare un fotogramma utile: un’auto sospetta che lascia la zona ad alta velocità in direzione di una sala Bingo locale.

Nella mappa della sera, la sala “Euro Bingo” di Musile di Piave (via Triestina 23/A, 30024) è un polo di passaggio: un grande parcheggio, viabilità comoda, flusso di clienti e veicoli a tutte le ore, aperture fino a tarda notte. Per chi scappa e tenta di mescolarsi al traffico, i parcheggi ampi e le aree illuminate possono diventare, paradossalmente, schermi temporanei. La struttura — parte del Gruppo Milleuno — è attiva tutti i giorni e rappresenta un luogo perfettamente “normale” per miscelare una fuga a un contesto affollato. È verosimile che la vettura individuata sia stata cercata anche con passaggi mirati nei parcheggi e con richieste di accesso alle telecamere della sala, che dispone di un articolato sistema di sorveglianza per ragioni di compliance e sicurezza tipiche del settore del gioco pubblico.

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