VOCE
L'EVENTO
09.02.2026 - 21:00
“Un investitore che viene nel nostro territorio deve essere accompagnato. Il tema fondamentale sta nel trovare, “essere” quel qualcuno che sappia accompagnare gli investitori nel mondo della burocrazia, per individuare aree, capire i meccanismi, insediarsi”. Attrattività, imprese, export, in poche parole, il settore delle imprese manifatturiere: a metterle pienamente al centro, con l’obiettivo di trasformare i dati dell’export in strumenti di orientamento strategico, l'evento di ieri sera in Camera di Commercio. Promossa da Confartigianato Polesine, con il contributo di Ebav, la serata ha riunito imprenditori, stakeholder e istituzioni per leggere le analisi dei mercati internazionali, con le conseguenti opportunità di internazionalizzazione e di sviluppo. Uno slancio a cui tutto il settore anela: gli ultimi numeri lo dicono bene. “Nei primi nove mesi del 2025 l’export manifatturiero della provincia di Rovigo ha toccato quota 1 miliardo e 171 milioni di euro, registrando un -5,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Abbiamo bisogno, investitori, Regione e istituzioni, del vostro supporto per trasformare queste sfide in opportunità di crescita” ha sottolineato Marco Campion, presidente di Confartigianato Polesine, aprendo il tavolo dei lavori. L'antidoto, o meglio, la giusta medicina, è da ricercare nel monitoraggio costante: a commentarlo, il neo assessore regionale Massimo Bitonci. “Il settore della meccanica è, per forza di cose, molto artigianale perché le imprese in Veneto, per il 95%, sono microimprese, con meno di nove dipendenti.
“Uno degli impulsi maggiori per questo territorio è sicuramente la zona logistica semplificata, la famosa zls. Finalmente nella legge di bilancio di quest'anno, quindi approvata lo scorso anno, la misura è diventata strutturale con un finanziamento complessivo di 300 milioni. Penso che le prospettive siano assolutamente positive” ha evidenziato Nerio Dalla Vecchia, presidente federazione meccanica Confartigianato Veneto, nonostante il rallentamento degli scambi internazionali, nei quali il Veneto chiude i primi tre trimestri con un -1,3%: “Nel complesso, la regione registra una crescita dell’export verso l’Unione Europea del +1,5%, a fronte di una flessione del 5,1% sui mercati extra UE. Germania e Francia restano i principali sbocchi, seppur in una fase di rallentamento”. Flessione in calo, insomma, ma non un impedimento, anzi, uno strumento che deve far emergere l'interessamento del territorio: “Ma le previsioni del PIL per il Veneto sono comunque in linea con quelle nazionali, anzi qualcosa di più rispetto ad altre regioni, quindi si va verso uno 0,9% per quanto riguarda il 2026. Poi per quanto riguarda l'attrazione degli investimenti, uno dei temi che stiamo curando in Regione Veneto, la normativa è dello scorso anno, ma mancano poi i decreti attuativi. Stiamo lavorando per fare un lavoro a livello veneto di monitoraggio delle zone che potrebbero essere interessate da investitori esteri e da altre regioni. Stiamo lavorando perché ci sia un sistema con le Camere di Commercio. Queste non possono ovviamente fare la parte internazionale, ma possono attrarre degli investimenti per un sistema di monitoraggio, di tutoraggio, perché un investitore che viene nel nostro territorio deve essere guidato”. Una sinergia rimarcata anche negli interventi di Marzia Polles, dell’ufficio studi e statistica Camera di commercio e Fabrizio Macrì, segretario generale della Camera di commercio italiana per la Svizzera, che ha portato l'esempio della Svizzera come nuovo mercato di riferimento.
Tra i tanti convenuti, il presidente della provincia, Enrico Ferrarese, il vice sindaco Andrea Bimbatti, le sigle sindacali, e il prefetto Franca Tancredi, che ha annotato: “Il Polesine sta attraversando una fase complessa, dal calo demografico alla poca attrattività, fino alla fuga dei cervelli. Le imprese sono chiamate a fare un salto di qualità, da ritrovare anche nella sempre più vivide sinergie e collaborazioni fra enti e istituzioni”
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