VOCE
estrazioni in Alto Adriatico
09.02.2026 - 17:50
Mentre ad Adria in consiglio comunale si lavora a un ordine del giorno condiviso tra maggioranza e minoranza contro le estrazioni di idrocarburi, nella mattinata di oggi, lunedì 9 febbraio, il tema delle trivelle in Polesine è tornato al centro del confronto politico con l’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico in Galleria Braghin.
A moderare è stato Nicolò Bellini, vicesegretario del circolo Pd di Adria. L’ospite è stata l’onorevole Nadia Romeo, che ha dialogato con il consigliere comunale Giorgio Zanellato, facendo il punto sul lavoro svolto finora in Parlamento e lanciando un messaggio netto: “La trasversalità va bene, ma deve diventare concreta. Le parole contano zero se poi non si vota e non si mettono risorse”. L’appuntamento arriva in una fase di attenzione altissima, riaccesa dalle notizie sulle licenze per ricerca ed estrazione di idrocarburi nell’Alto Adriatico, che hanno rimesso in allarme i Comuni del Delta. Anche per questo, nel consiglio comunale di giovedì 5 febbraio è stato inserito il punto “Odg sulle estrazioni di idrocarburi”: un passaggio che ha fatto emergere un dato significativo, cioè la volontà di costruire un fronte comune. Come ricordato da Zanellato, la contrarietà alle trivelle è risultata ampia, ma con una preoccupazione: evitare che tutto si riduca a una manifestazione “senza seguito”.
Da qui la scelta maturata in aula di ritirare l’odg della maggioranza e lavorare a un testo congiunto, più robusto e condiviso. Romeo ha spiegato che, dopo la sentenza che ha riaperto il quadro legato al Pitesai (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee), “si rimette in discussione un pacchetto di concessioni”, ma ha avvertito: “Non tutte le aree sono uguali. Il Polesine e il Delta del Po hanno già dato moltissimo e partono da una condizione diversa”. La deputata ha insistito sulla subsidenza come dato scientifico, non politico: “Non partiamo da zero, partiamo da -2. In alcune zone si arriva a -3 e oltre. E’ un fenomeno reale, misurabile”. E ha collegato la questione a ciò che regge quotidianamente il territorio: “Noi funzioniamo meccanicamente grazie alle pompe e al sistema di bonifica e i Consorzi stanno eseguendo un lavoro eccellente da questo punto di vista. Sarebbe da folli aggiungere ulteriori rischi”.
Uno dei passaggi più importanti riguarda la responsabilità dei livelli istituzionali: “Dipende dal ministero, sì. Ma Regione e Provincia possono dire la loro. E se a ogni elezione si parla della forza della filiera, allora quella forza va usata per dire che noi le trivelle non le vogliamo”. Romeo ha ricordato di aver portato la tematica anche al question time alla Camera la settimana scorsa, rivendicando di aver parlato “a nome di tutto il Polesine”: “Non è una bandiera ideologica. E’ una preoccupazione concreta”. Nel dettaglio, la deputata ha ricostruito gli atti presentati sul fronte della transizione energetica e della pianificazione delle “aree idonee”: un emendamento per stabilire che le aree Mab Unesco e quelle legate alla Rete Natura 2000 (e zone limitrofe) siano considerate non idonee a insediamenti invasivi; un altro per una pianificazione equa e proporzionata tra tutte le province, evitando che aree interne e territori più deboli diventino “preda” di impianti e pressioni esterne.
Entrambi, ha detto, non sono passati per il voto della maggioranza: “Se dici no, deve essere no anche quando voti”. Altro capitolo centrale ha riguardato il rifinanziamento della legge sulla subsidenza (richiamata come legge del 2017 per Ravenna-Ferrara-Rovigo). Romeo ha ricordato che il finanziamento si è chiuso il 31 dicembre 2024 e che nella successiva legge di bilancio non è arrivato un nuovo stanziamento. “Una maggioranza non fa solo ordini del giorno, mette i soldi a bilancio”, ha sottolineato. Ha poi annunciato di aver ripresentato la richiesta nel Milleproroghe per uno stanziamento totale di 4 milioni di euro in tre anni, chiedendo che venga sostenuta “all’unanimità” perché “non è una vittoria di parte, è una vittoria del territorio”. E ha aggiunto un’iniziativa ulteriore: portare in Polesine la commissione parlamentare sui rischi idrogeologici e sismici, per “toccare con mano” la realtà della subsidenza e del sistema di bonifica.
Zanellato ha infine ribadito un argomento che sta unendo molte voci sul territorio, ovvero che la quantità di gas estraibile nella zona sarebbe limitata rispetto al fabbisogno nazionale, con un rapporto rischi/benefici fortemente sbilanciato. Da qui la linea per cui “bene la manifestazione del 21 febbraio, ma serve soprattutto portare la questione a Roma con atti approvati in tutti i Comuni e una delegazione istituzionale davanti al Parlamento”. In chiusura, Romeo ha confermato la sua presenza alla manifestazione, ribadendo la necessità di “passare dalle parole ai fatti”.
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