VOCE
CULTURA
09.02.2026 - 08:30
La sala degli Arazzi di palazzo Roncale ha fatto da elegante cornice, nei giorni scorsi, all’incontro dedicato al nuovo volume “Paesaggi d’acqua nelle ville venete”, edito da Marsilio Arte e firmato da Giuseppe Rallo, Mariapia Cunico e Margherita Azzi Visentini. Un appuntamento promosso dall’ordine degli architetti di Rovigo, che ha richiamato professionisti, studiosi e appassionati di storia locale, tutti accomunati dall’interesse verso uno dei patrimoni identitari più importanti della nostra regione.
Ad aprire il pomeriggio è stata Alessandra Avezzù, presidente dell’ordine, che ha portato i saluti del consiglio e ha ringraziato i relatori per la loro presenza. Avezzù ha inoltre illustrato ai partecipanti il calendario dei prossimi appuntamenti formativi e culturali, sottolineando le collaborazioni attivate dall’ordine “in un’ottica di continuo arricchimento delle competenze e di valorizzazione del territorio”.
Il consigliere Massimiliano Furini, moderatore dell’incontro, ha introdotto gli ospiti, Antonella Pietrogrande, Margherita Azzi Visentini e Giuseppe Rallo, tracciandone i percorsi professionali e didattici e definendo il volume come “un libro importante, dallo straordinario valore descrittivo, archivistico e fotografico, con un taglio nuovo e innovativo”. Il cuore dell’incontro si è sviluppato attorno ai contenuti del libro, che esplora la villa veneta non come semplice architettura isolata, ma come esito di un articolato rapporto tra uomo, natura e gestione del territorio.
Antonella Pietrogrande ha illustrato con chiarezza i vari compendi del volume, soffermandosi sull’essenza di ogni sezione e sulle peculiarità dei temi trattati: dalla lettura storica del paesaggio alla funzione agricola delle ville, fino al ruolo organizzativo dell’acqua nei giardini e nei broli.
La storica Margherita Azzi Visentini ha offerto un ampio affresco sull’evoluzione della villa veneta, contestualizzando il fenomeno nel quadro politico ed economico della Serenissima. Il punto di partenza è stato il 1453, anno della caduta di Costantinopoli, che spinse Venezia a rivolgere crescente interesse verso la terraferma. Da qui l’esplosione del modello di villa come luogo di evasione dalla vita urbana del proprietario, produzione agricola e manifatturiera, centro di potere disseminato nel territorio.
Il suo intervento si è concluso con il ruolo rivoluzionario di Andrea Palladio e l’eredità del palladianesimo, elementi che hanno reso il Veneto un unicum europeo, con oltre 4mila ville distribuite nel Triveneto. A chiudere gli interventi è stato Giuseppe Rallo, che ha voluto innanzitutto ringraziare la Regione del Veneto e l’Istituto regionale Ville Venete, nella persona del presidente Amerigo Restucci, per aver sostenuto con convinzione questo secondo volume dedicato al tema.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al fotografo Stefano Maruzzo, capace di interpretare con uno sguardo innovativo il rapporto tra villa e paesaggio. Rallo ha poi approfondito la funzione strategica dell’acqua, “Elemento vitale e organizzatore”, convogliata all’interno delle proprietà per scopi abitativi, ornamentali, agricoli e infine incanalata verso i campi per l’irrigazione. Un sistema complesso, che faceva della villa un modello avanzato di gestione idraulica e territoriale, oggi in parte compromesso dalle colture intensive. L’iniziativa, resa possibile anche grazie alla concessione della sala da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha offerto al pubblico una riflessione aggiornata e necessaria sul valore delle ville venete come patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Gli esperti hanno ribadito come queste architetture e i loro paesaggi offrano ancora oggi “possibilità di uso molteplici”, ma che tali opportunità debbano essere inserite in strategie di sistema, guidate dagli organismi competenti, per garantire una gestione moderna e sostenibile del territorio. Un incontro ricco di spunti, che ha restituito al pubblico il senso di un’eredità viva, complessa e preziosa.
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