Cerca

CRONACA

La “truffa della ballerina” è micidiale

Un messaggio su WhatsApp invita a votare in un falso concorso: così il virus entra nelle chat

La “truffa della ballerina” colpisce nel Reggiano

Centinaia di segnalazioni e diverse denunce: nella provincia di Reggio Emilia si sta diffondendo rapidamente la cosiddetta “truffa della ballerina”, un raggiro che sfrutta WhatsApp per sottrarre dati e propagarsi ad altri utenti. Il messaggio che circola è apparentemente innocuo: "Ciao! Per favore votate per Federica in questo sondaggio, è la figlia di una mia amica, il premio principale è una borsa di studio".

Il testo, inviato da contatti reali, spinge a fidarsi e a cliccare su un link che rimanda a una pagina esterna. In realtà, dietro il presunto concorso si nasconde un software malevolo che può compromettere l’account e accedere alla rubrica.

Come funziona il raggiro

Il meccanismo è semplice ma efficace. L’utente riceve il messaggio da una persona conosciuta e viene invitato a votare per una bambina che parteciperebbe a un concorso di danza. Una volta aperto il collegamento e seguite le istruzioni, il sistema consente ai truffatori di entrare nel profilo WhatsApp, recuperare i contatti e inviare nuovi messaggi fraudolenti, alimentando la catena.

In molti casi, i messaggi inviati successivamente possono cambiare forma e contenuto, ad esempio presentandosi come promozioni o inviti a piattaforme online, rendendo più difficile riconoscere subito la truffa.

La diffusione nella provincia

Nel giro di pochi giorni il fenomeno si è allargato rapidamente, raggiungendo migliaia di telefoni. Secondo le ricostruzioni, la diffusione sarebbe partita dal telefono di un ex sindaco della zona, la cui rubrica, particolarmente ampia, ha permesso al messaggio di circolare in modo capillare tra amministratori locali, cittadini e professionisti.

Proprio la provenienza da numeri reali e conosciuti è uno degli elementi che rendono la truffa particolarmente insidiosa, perché riduce la diffidenza iniziale dei destinatari.

Le conseguenze per le vittime

Chi si è accorto in tempo dell’anomalia ha chiesto chiarimenti ai contatti che avevano inviato il messaggio, scoprendo così il raggiro. Per chi invece ha cliccato sul link, le conseguenze possono essere pesanti: in diversi casi è stato necessario azzerare il profilo WhatsApp, mantenendo il numero ma perdendo conversazioni e dati accumulati negli anni.

Alcuni amministratori locali hanno già sporto denuncia. Tra questi il sindaco di San Polo d’Enza, che si è rivolto ai carabinieri, mentre altre segnalazioni potrebbero arrivare nei prossimi giorni.

Indagini e prevenzione

Individuare i responsabili non è semplice, perché le truffe di questo tipo spesso utilizzano server e sistemi difficili da tracciare. Le forze dell’ordine invitano quindi alla prudenza: non cliccare su link sospetti, anche se arrivano da contatti conosciuti, e verificare sempre con il mittente prima di aprire messaggi che chiedono votazioni, dati personali o accessi a pagine esterne.

La rapidità con cui la “truffa della ballerina” si è diffusa dimostra ancora una volta quanto sia facile sfruttare la fiducia tra contatti per propagare virus e raggiri digitali, e quanto sia importante prestare attenzione anche ai messaggi che sembrano più innocui.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400