VOCE
ferrara
10.02.2026 - 06:10
È destinata a cambiare in modo significativo la posizione processuale di un uomo di 28 anni di Ferrara già a giudizio per le lesioni gravissime inflitte al nonno, in seguito a un violento pestaggio avvenuto il 19 dicembre 2023. La svolta è arrivata dopo la morte dell’anziano e l’esito della perizia medico-legale che ha accertato un nesso di causalità tra le percosse subite e il decesso.
L’anziano, ottantenne, non si era mai più ripreso dalle conseguenze dell’aggressione. Dopo il ricovero e una serie di interventi chirurgici resisi necessari a seguito delle gravi lesioni riportate, era rimasto allettato e in condizioni di progressivo peggioramento. È deceduto il giorno dell’Immacolata del 2024, a circa un anno di distanza dai fatti.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il pestaggio sarebbe avvenuto in cucina, senza una reale provocazione. Il nonno non avrebbe riconosciuto immediatamente il nipote, scatenando una reazione improvvisa e violenta. L’anziano era stato colpito ripetutamente al capo con pugni, riportando un grave trauma cranico, un esteso ematoma e lo spostamento delle strutture cerebrali dalla linea mediana. Nel tentativo di difendersi, aveva alzato le mani, senza riuscire a fermare l’aggressione.
Dopo l’episodio, l’uomo era entrato in uno stato di cachessia, con un progressivo deperimento fisico e cognitivo. Era stato successivamente assistito in una struttura residenziale privata fino al decesso.
Nel frattempo, il procedimento penale nei confronti del nipote era già in corso per lesioni gravissime. Dopo la morte dell’anziano, l’autorità giudiziaria ha disposto una perizia per verificare l’eventuale legame tra il pestaggio e il decesso. Il medico legale incaricato, Lorenzo Marinelli, ha concluso che esiste un rapporto di causa-effetto tra le lesioni e la morte.
Alla luce di questi elementi, la procura potrebbe modificare l’imputazione. Nell’udienza fissata per il prossimo 25 marzo davanti al giudice per l’udienza preliminare, è probabile la contestazione del reato di omicidio preterintenzionale, ipotizzando che la condotta violenta abbia cagionato la morte dell’anziano, che fino al decesso era parte civile nel procedimento, assistito dall’avvocato Michele Ciaccia.
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