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Polesani, occhio alla pressione

Un terzo delle morti per cause cardiovascolari. Nel 2025 boom di accessi al pronto soccorso: 98mila

Polesani, occhio alla pressione

In un anno nel territorio dell’Ulss 5 Polesana, che comprende i 50 Comuni polesani e quello padovano di Boara Pisani, con una popolazione di 2229.491 residenti, si sono registrati 2.913 decessi. Oltre un terzo per malattie cardiovascolari, 1.026, mentre le persone che si sono spente a causa di tumori sono state 757, quelle a causa di malattie respiratorie 213. Andando a indagare le patologie specifiche, le cardiopatie ischemiche sono risultate la prima causa dei morte, 230 casi, seguite dalle malattie cerebrovascolari, 218 casi, da demenze e Alzheimer, 140 casi, dal tumore al polmone, 130 casi, dal diabete, 90 casi, dal tumore del colon-retto, 87 casi, dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva e dall’asma, 78 casi, dal tumore alla mammella nella donna, 70 casi, dal tumore al pancreas, 65 casi, e da eptopatie e tumori al fegato, 57 casi.

E’ quanto emerge dal Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione dell’Ulss Polesana per il triennio 2026-2028, un documento tecnico-programmatorio, che, come spiega il direttore generale Pietro Girardi, “definisce obiettivi e strategie per il prossimo triennio, orientati al perseguimento della propria missione istituzionale: promuovere e tutelare il più elevato livello possibile di salute, sia individuale sia collettiva”, ma che ha però anche una parte dedicata alla ricognizione dell’esistente.

Che attesta anche come, nel corso del 2025, anche se il dato è “sfalsato”, perché va dal primo dicembre 2024 al 30 novembre 2025, gli accessi al pronto soccorso siano stati 98.086, circa 269 al giorno, oltre 11 all’ora, ma solo nel 2,4% con codice rosso, quello di massima gravità, nel 20,4% con codice arancione, nel 7,2% con codice giallo, nel 25,2% con codice verde e nel 44,8% con codice bianco, quello di minima gravità. L’incremento, rispetto al dato comunicato un anno fa dalla stessa Ulss Polesana è notevole, visto che gli accessi al pronto soccorso nel 2024 erano stati 77.149, già in aumento rispetto ai 72.514 del 2023. Un’impennata degli accessi, cresciuti di oltre il 27%, che dimostra la necessità di attivare al più preso la rivoluzione della sanità territoriale con il potenziamento degli ospedali di comunità e l’entrata a regime delle case della comunità. Ormai pressoché pronte, ma con la necessità di essere dotate di personale. E, non a caso, nel piano, si specifica che “l’attuazione piena di tali modelli richiede una dotazione infermieristica e degli operatori sociosanitarı adeguata” e che si prevede l’assunzione di 60 infermieri e 18 Oss.

Permangono, poi, le croniche assenze di medici. A livello territoriale, i medici di medicina generale sono rimasti 122 e i pediatri 19. L’Ulss Polesana, al primo gennaio scorso aveva alle proprie dipendenze dirette 478 medici, rispetto ai 634 previsti dalla pianta organica. “Si evidenzia – si legge nel piano - la nota carenza di personale dipendente dell’area medica e le difficoltà ad assumere personale strutturato, in particolare nelle discipline di anestesia e rianimazione, emergenza ed urgenza, pediatria, ostetricia e ginecologia, gastroenterologia, urologia e medicina interna, nonostante le numerose procedure attivate: concorsi pubblici, avvisi pubblici per assunzioni a tempo determinato e avvisi di mobilità. Tali difficoltà si accentuano soprattutto per quanto concerne le sedi periferiche ed il territorio, nelle quali, oltre al peso della difficoltà generale di reperire il personale, si sommano anche la conformazione del territorio provinciale e l’aumento dell’utenza di pazienti anziani e fragili. Negli ultimi mesi, si è proceduto all’assunzione di diverse unità di personale medico non ancora specializzato (medici specializzandi in corso di formazione specialistica) i quali, nonostante abbiano rafforzato l’organico delle diverse unità, come per la cardiologia, hanno comportato l’esigenza di una ricalibratura delle stesse, in quanto si tratta di figure ad orario ed autonomia ridotte, che possono coprire solo parzialmente i servizi di guardia. Tali circostanze hanno pertanto reso necessario, negli ultimi anni, il ricorso a professionisti esterni con contratto di lavoro autonomo al fine di garantire la continuità dei servizi ed in particolare i servizi di guardia, nonché evitare l’interruzione di pubblico servizio; la spesa sostenuta per gli incarichi attribuiti ai liberi professionisti consente inoltre di evitare, unitamente agli altri strumenti disponibili (acquisto prestazioni da parte del personale dipendente, convenzioni con altre aziende sanitarie, specialisti ambulatoriali interni) il ricorso a prestazioni/servizi effettuati da ditte esterne”. I cosiddetti “medici a gettone”, purtroppo divenuti imprescindibili in questo momento di carenza. Ma con costi che, solo per i servizi esternalizzati di pronto soccorso, pediatria, ostetricia e ginecologia e nefrologia sono costati 4,57 milioni nel 2025.

Tornando allo “screening” della popolazione polesana, che risulta quella con la minore speranza di vita in Veneto, con il più alto indice di vecchiaia e con il più basso tasso di natalità, le patologie croniche più ricorrenti, in base alle esenzioni sono: ipertensione arteriosa senza danno d’organo con 25.068 casi, praticamente più di un polesano su dieci, patologie neoplastiche maligne e tumori di comportamento incerto 18.878, malattie cardiache e del circolo polmonare 18.845, diabete mellito 15.796, ipertensione arteriosa con danno d’organo 7.072, ipotiroidismo congenito, ipotiroidismo acquisito grave 6.315, asma 5.955, ipercolesterolemia 4.161, glaucoma 4.154, tiroidite di Hashimoto 4.049.

Gli interventi chirurgici eseguiti, sempre fra dicembre 2024 e novembre 2025, sono stati 16.507, dei quali 10.639 nel pubblico e 5.868 nel privato, con l’ospedale di Rovigo sceso sotto i 7.500 interventi e le strutture di Santa Maria Maddalena e Porto Viro salite oltre i 3mila ciascuna, più di Adria, leggermente al di sopra dei 2.500, con Trecenta a poco più di 1.500 e la Casa di cura di Rovigo attorno al mezzo migliaio

I ricoveri, invece, sono stati 31.161, 21.762 nel pubblico e 9.399 nel privato, con Rovigo attorno ai 15mila, Adria e Porto Viro oltre 4mila e Santa Maria Maddalena leggermente al di sotto, Trecenta poco più di 2mila e il Policlinico leggermente al di sotto di questa soglia. I pazienti in ospedale di comunità e nelle unità riabilitative sono stati 470, in aumento rispetto ai 447 del 2024, dei quali 243 a Trecenta e il resto ad Adria, mentre i ricoveri in hospice sono stati 301, sempre in crescita sul 2024, quando erano stati 280.

Le prestazioni ambulatoriali erogate, sempre nel medesimo periodo, sono state 3.528.408, delle quali 2.946.791 erogate dal pubblico e 581.617 dal privato. Escludendo le prestazioni di laboratorio, che sono la componente maggiore, le visite specialistiche si sono attestate a 877.471, leggermente in calo rispetto alle 1.008.651 del 2024.

I pazienti in assistenza domiciliare integrata, sono stati invece 8.758, leggermente in calo rispetto ai 9.102 del 2024. Per quanto riguarda la salute mentale, sono stati 3.631 i pazienti con almeno un contatto, 293 fra i 18 e i 24 anni, 334 oltre i 75 anni e con la fascia più numerosa, 854 fra i 44 e i 64 anni. Per quanto riguarda le diagnosi, il 38% è riferito a disturbi nevrotici legati a stress e sintomi somatici, il 23% a disturbi affettivi, il 17% a schizofrenia e disturbi deliranti, il 7% a disturbi della personalità e il restante 15% ad altre diagnosi.

La copertura vaccinale pediatrica con l’esavalente si è attestata al 96%, quella antinfluenzale nella popolazione over 65 anni al 53% e quella per il papilloma virus all’82%. Gli screening alla mammella hanno avuto un tasso di copertura del 74% della popolazione target, quelli del colon-retto del 63% e quelli della cervice uterina del 54%

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