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veneto
10.02.2026 - 06:04
Colpi di pistola esplosi in aria da un’auto in corsa hanno fatto scattare l’allarme a San Donà di Piave (Venezia). L’episodio risale alla serata del 1° febbraio, quando un residente ha contattato il numero unico di emergenza 112 riferendo di aver assistito a una scena insolita e potenzialmente pericolosa: alcuni spari provenienti da un’automobile in movimento lungo le strade cittadine.
Sul posto indicato dal testimone sono intervenute in breve tempo le pattuglie dei carabinieri, che hanno effettuato un sopralluogo nella zona segnalata. A terra i militari hanno rinvenuto quattordici bossoli a salve, confermando così il racconto fornito dal cittadino. Sono quindi scattate le indagini per risalire ai responsabili dell’accaduto.
Nel giro di poco tempo i carabinieri sono riusciti a identificare due uomini ritenuti coinvolti: un 56enne e un 60enne, entrambi residenti a San Donà di Piave. Quest’ultimo risulta essere anche il proprietario del veicolo dal quale sarebbero stati esplosi i colpi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due si trovavano a bordo dell’auto al momento dei fatti. L’arma utilizzata per gli spari è risultata essere una riproduzione di una pistola Beretta, in grado di esplodere colpi a salve.
Le verifiche si sono poi estese alle abitazioni dei presunti responsabili. Durante una perquisizione domiciliare effettuata presso l’abitazione del sessantenne, i carabinieri hanno rinvenuto numerose armi e munizioni. In particolare sono state trovate due pistole a salve con relativi serbatoi, contenenti complessivamente 28 colpi, una pistola e due carabine ad aria compressa. Inoltre sono state sequestrate tre baionette con lame comprese tra i 20 e i 25 centimetri, un pugnale con lama di 21 centimetri, 17 proiettili, un caricatore arrugginito con quattro proiettili e un bossolo. Parte del materiale rinvenuto è risultato essere munizionamento da guerra risalente al secondo conflitto mondiale.
Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Nella notte del 5 febbraio i due uomini sono stati denunciati a piede libero. Devono rispondere, in concorso, dei reati di porto d’armi ed esplosioni pericolose. Al sessantenne viene inoltre contestata la detenzione abusiva e illegale di armi. Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.
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