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Il caso

Con la fascia tricolore all’inaugurazione della sede del “sì”

Biasin: “Un comportamento grave e lesivo, segnalato all’Agcom”

Con la fascia tricolore all’inaugurazione della sede del “sì”

Una fascia tricolore di troppo, indossata dall’assessore Erika De Luca ad una inaugurazione “particolare” avvenuta venerdì scorso, sta infiammando il clima pre-elettorale in città. Mercoledì Elena Biasin, avvocato e capogruppo di Civica per Rovigo in consiglio comunale nonché esponente del comitato provinciale per il no al referendum sulla riforma costituzionale del 22 e 23 marzo ha annunciato di aver segnalato, insieme ad altri membri del comitato, “il comportamento tenuto dall’assessore del Comune di Rovigo Erika De Luca – spiega Biasin – in occasione della apertura a Rovigo della sede del comitato per il sì delle Camere penali italiane”. La segnalazione inviata all’Agcom, ossia l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e alla Prefettura verte intorno al fatto che “l’assessore De Luca ha presenziato alla apertura della sede del comitato, tagliando il nastro, utilizzando la fascia tricolore munita dello stemma del Comune di Rovigo che costituisce un segno di rappresentanza distintivo del sindaco in forza delle funzioni esercitate e utilizzabile, in caso di assenza del titolare, esclusivamente dal vicesindaco”.

Il punto chiave sul quale fa leva la segnalazione riguarda la funzione della fascia: “Va indossata nelle cerimonie ufficiali in cui il vertice dell’amministrazione debba essere individuato attraverso questo distintivo - puntualizza Biasin - e in quelle occasioni ufficiali in cui i cittadini devono avere chiara la figura del rappresentante della collettività comunale” dunque “associare un simbolo della città, della sua collettività nella interezza, ad una delle specifiche posizioni del referendum è fuori luogo e comportamento grave, lesivo di chi la pensa diversamente oltre che fuorviante”. Una posizione, questa, corroborata dal riferimento normativo: “L’articolo 9 della legge 28 del 22 febbraio 2000 stabilisce che ‘dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni’”.

In attesa dell’esito della segnalazione, l’assessore De Luca non intende replicare alle accuse del comitato per il no mentre il sindaco Valeria Cittadin getta acqua sul fuoco: “Abbiamo inteso l’invito del comitato per il sì delle Camere penali come una inaugurazione - afferma - Se anche il comitato per il no ci inviterà ad un evento analogo, allo stesso modo parteciperemo perché appunto: è da considerarsi una inaugurazione e non uno schieramento della città per il sì o per il no anche se, è innegabile, siamo una coalizione di centrodestra e siamo a favore del sì. Poi i cittadini faranno quello che credono e sceglieranno come votare”.

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