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sanità
11.02.2026 - 21:00
L’emergenza dell’emergenza urgenza è ormai conclamata. Il numero di specialisti è nettamente inferiore alle esigenze. E ognuno tampona come può. Ora in Veneto si aprono le porte ai medici con titoli di specializzazione non (ancora?) riconosciuti.
E’ l’effetto della delibera che era stata approvata dalla giunta regionale ad agosto, poi non sfociata in un bando vero e proprio per le preoccupazioni sollevate dal mondo sanitario. Lo scorso 28 gennaio, però, Azienda Zero dopo “l'incontro tra l'assessorato regionale alla Sanità e Sociale con i presidenti degli ordini provinciali dei medici chirurghi e odontoiatri del Veneto”, e dopo la modifica della precedente delibera di giunta, “limitatamente a quanto concerne la composizione della commissione esaminatrice, includendo anche un rappresentante di ciascun ateneo di Padova e di Verona”, ha bandito l’avviso pubblico di manifestazione di interesse, per titoli e colloquio, “per il reclutamento temporaneo presso le strutture di emergenza-urgenza e di pronto soccorso delle Ulss del Veneto di medici specialisti cittadini Ue ed extra Ue in possesso dei titoli professionali conseguiti in paesi esteri non ancora riconosciuti dal ministero della Salute”. Per tutte le aziende, compresa l’Ulss Polesana.
Per tamponare l’emergenza al pronto soccorso l’Ulss Polesana Rovigo a settembre ha fatto un nuovo affidamento esterno, per 2.500 servizi con turni di 12 ore per la durata di 10 mesi, aggiudicato dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da Mst Group srl di Vicenza e Bmc h24 Assistance srl di Siena per un importo pari a 2,486 milioni di euro, Iva esclusa. Vale invece 1,1 milioni l’affidamento annuale per 1.224 turni di 12 ore l’affidamento dei servizi di assistenza medica a ostetricia e ginecologia a Medical Line Consulting di Roma, per 423.360 i 420 servizi annui di anestesia e rianimazione a Gap Med spa di Milano, per 263.196 euro i 300 turni in un anno quello dei servizi di nefrologia, a Medica H24 di Casale Monferrato.
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