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Dolomiti spopolate: hotel vuoti fuori Cortina

Turismo in frenata e sciatori in calo

Dolomiti spopolate: hotel vuoti fuori Cortina

Le Olimpiadi avrebbero dovuto accendere i riflettori sulle Dolomiti e trascinare il turismo invernale. Nella prima settimana dei Giochi, invece, il panorama restituisce piste deserte e alberghi lontani dal tutto esaurito, con un arretramento che gli operatori definiscono senza precedenti.

A pochi giorni dal Carnevale, periodo storicamente trainante, il numero degli sciatori segna una contrazione tra il 20 e il 30 per cento. Cristian Moretti, direttore di Alleghe Funivie, parla di una flessione inattesa e difficile da spiegare, oltre le previsioni di un fisiologico rallentamento durante l’evento olimpico. La sensazione diffusa è che qualcosa non abbia funzionato nella percezione generale del territorio. Ad Arabba, cuore pulsante del comprensorio Dolomiti Superski con i suoi 1.200 chilometri di piste, l’immagine delle discese vuote ha fatto rapidamente il giro dei social. Michela Lezuo, presidente del Consorzio Turistico Fodom, ammette che una prima settimana di Carnevale così debole non si registrava da vent’anni. Un dato che preoccupa non solo per l’immediato, ma per il rischio che chi ha scelto altre mete possa non tornare.

Il tema dei prezzi emerge con forza. Gli aumenti annunciati nei mesi scorsi avrebbero alimentato timori e incertezze, generando disdette e frenando le prenotazioni. Anche ad Auronzo le percentuali di occupazione restano tra il 60 e il 70 per cento, lontane dalle attese, mentre si registra una presenza straniera inferiore alle aspettative, complice la percezione di un territorio difficile da raggiungere durante i Giochi. A Cortina la situazione appare diversa solo in parte. Le strutture viaggiano oltre il 80 per cento di copertura e si avvicinano al sold out per Carnevale, ma le rilevazioni di Altroconsumo mostrano un calo medio del 30 per cento nelle richieste nelle località olimpiche, con punte che nel periodo recente avevano toccato il 75 per cento proprio nella conca ampezzana. I prezzi medi per un weekend olimpico, inizialmente schizzati oltre i duemila euro, si sono progressivamente ridimensionati fino a poco più di cinquecento euro, in alcuni casi persino inferiori a quelli di un fine settimana ordinario.

Nel dibattito interviene anche Federalberghi. Il presidente provinciale Walter De Cassan denuncia una comunicazione ritenuta inadeguata, capace di generare allarmismi sulle presunte chiusure stradali e di scoraggiare i visitatori italiani. Le responsabilità, avverte, dovranno essere chiarite a consuntivo, perché un evento di tale portata non può permettersi errori strategici.

Tra gli operatori cresce il malumore per le scelte organizzative degli ultimi anni. Viene citata la Fondazione Milano Cortina 2026, accusata da alcuni albergatori di aver bloccato camere con largo anticipo per poi ridurre le prenotazioni, lasciando diverse strutture scoperte dopo aver rinunciato ai canali tradizionali. In Comelico, a Dosoledo, c’è chi racconta di avere appena due ospiti in piena settimana olimpica, dopo aver confidato in un mercato ritenuto più redditizio.

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