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CUCINA

Frittelle di mele, il sapore del Carnevale

Dalle tavole contadine del Nord a simbolo della festa più dolce

Frittelle di mele, il sapore del Carnevale

Le frittelle di mele tornano protagoniste con l’arrivo del Carnevale, quando tra il giovedì grasso e l’ultimo martedì le cucine del Nord si riempiono del profumo caldo della frittura. Nate tra il Trentino-Alto Adige e diffuse in tutto il Veneto e nel Nord-Est, queste rondelle dorate rappresentano una tradizione che attraversa i secoli e conserva il sapore delle origini contadine.

La loro storia affonda nel Medioevo, quando nei monasteri si coltivavano con cura le mele destinate alla stagione fredda. Venivano cotte in molti modi, ma durante il Carnevale trovavano nella pastella e nell’olio bollente la loro celebrazione più festosa. Un dolce semplice, costruito su ingredienti essenziali, capace di conquistare adulti e bambini con la sua fragranza immediata e la consistenza morbida. La preparazione segue un rito preciso. Le uova vengono lavorate con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, poi farina setacciata con lievito e latte si uniscono gradualmente, dando vita a una pastella liscia e avvolgente. C’è chi aggiunge una nota di rum, per intensificare il profumo e richiamare atmosfere d’altri tempi. Il composto, coperto, riposa prima di accogliere le mele.

Le varietà più indicate sono Renette, Golden o Granny Smith, purché dalla polpa morbida. Private del torsolo e della buccia, vengono tagliate a fette spesse almeno mezzo centimetro e irrorate con succo di limone per preservarne il colore. Ogni fetta si immerge nella pastella e scivola nell’olio di arachidi già caldo, poche alla volta, fino a raggiungere una doratura uniforme e intensa. Appena sollevate dall’olio, le frittelle vengono adagiate su carta assorbente e poi passate nello zucchero, che aderisce alla superficie calda creando una crosta sottile e brillante. Il risultato è un equilibrio tra croccantezza esterna e cuore tenero, in cui la mela conserva tutta la sua succosità.

Per una consistenza ancora più ariosa, alcuni separano i tuorli dagli albumi, incorporando questi ultimi montati a neve solo alla fine, con movimenti lenti dal basso verso l’alto. Anche la temperatura della pastella incide sul risultato: ben fredda, aderisce meglio alla frutta senza scivolare via. Servite tiepide, spolverate di zucchero a velo e cannella, le frittelle di mele trovano un abbinamento ideale con il gelato alla vaniglia, che crea un contrasto netto tra caldo e freddo, morbido e cremoso. 

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