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Negozi: dieci mosse contro le chiusure

Zangirolami: “Idee per discutere”. Distretto commercio, fondi per locazioni e nuove aperture, Pat e altro

In 5 anni chiusi 109 negozi in centro

Una sorta di decalogo per rilanciare commercio di vicinato, artigianato e attività del centro storico e del resto della città. E’ la proposta del coordinamento comunale di FdI che sarà lanciata alla tavola rotonda di lunedì prossimo alla sala della Gran Guardia (alle 21).

La proposta messa a punto dal vertice rodigino di FdI, guidato da Matteo Zangirolami si innesta nel dibattito che da giorni tiene banco sulla situazione dei negozi di vicinato e delle attività di un centro storico che rischia di perderne sempre più (oltre 100 chiusure in 5 anni).

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“Il tema delle attività commerciali e artigianali del centro e della città - spiega Zangirolami - è e deve essere una delle priorità dell’amministrazione comunale, faceva parte del programma di governo, ed è giusto che noi, come coordinamento del partito di maggioranza, ce ne occupiamo per portare un contributo alla discussione che vorremmo fosse al centro del confronto. I problemi del commercio sono anche su scala nazionale, ma noi ci dobbiamo concentrare su ciò che è possibile fare a livello locale. Si tratta di criticità che rappresentano una vera emergenza alla quale occorre rispondere con misure straordinarie”.

Alla tavola rotonda di lunedì Zangirolami e gli altri relatori porteranno proposte sulle quali aprire la discussione sia con il resto della maggioranza, ma anche con le forze di opposizione”. Misure per agire direttamente sul tessuto imprenditoriale di vicinato, e per agire in un orizzonte più ampio “che riguarda anche l’intera idea di città che vogliamo portare avanti”.

Le dieci mosse della linea di FdI partono dalla necessità di definire un progetto “per il distretto del commercio. La Regione - dice il coordinatore di Fratelli d’Italia - ha messo sul piatto risorse importanti, occorre quindi definire un piano per riuscire ad intercettarle, ed evitare che succeda quello che è successo in passato, quando il distretto del commercio non è riuscito ad andare a buon fine”.

Il secondo punto prevede un bando pubblico da parte del Comune per la creazione di un fondo di rotazione che possa sostenere nuove aperture commerciali in città, accompagnare il ricambio generazionale di attività storiche. Un fondo che possa essere, magari, per il 50% a fondo perduto e per il 50% finanziato con tasso agevolato grazie al sistema regionale dei Confidi, “una misura, quindi, per sostenere direttamente i negozi di vicinato e le attività commerciale”.

Altra misura, per FdI, è quella di “costituire un fondo di garanzia per aiutare le locazioni di attività commerciali per arrivare a canoni calmierati, ma ‘protetti’ da questo fondo di garanzia sempre realizzato col sistema regionale dei Confidi con il coinvolgimento delle associazioni di categoria”. E ancora: “Un’altra iniziativa sperimentale sarebbe la riduzione della tassa occupazione suolo pubblico per i plateatici dei pubblici esercizi. Un segnale di attenzione oltre che un modo per aumentare il presidio del territorio dal punto di vista della sicurezza”.

Oltre a queste misure il coordinatore comunale di FdI ne individua altre che possono dare più respiro e dimensione alla città. “Occorre - dice - far crescere la città dal punto di vista di presenze e residenze, e quindi rivedere il Pat per una pianificazione della città che favorisca nuove residenzialità. E quindi nuove aree per insediamenti abitativi (come ha fatto Pontecchio) oltre al recupero dei molti vuoti urbani in città”.

A questo occorre aggiungere “un piano del traffico e della mobilità che possa migliorare l’accesso al centro storico e intervenire sul tema parcheggi. Ci sono delle possibilità da sfruttare, dall’ex centro Le Torri, a parte dell’area della ex caserma Silvestri, e poi rivedere le aree di sosta a media e breve turnazione a ridosso del centro storico. Per questo dico che serve una visione complessiva della città che vogliamo definire per il futuro”. Per rivitalizzare il centro, poi, “servono più eventi, mostre iniziative per attrarre persone e turisti. e quindi adeguare il decoro urbano della città, i servizi e il supporto alle attività commerciali”.

E sempre in quest’ottica Zangirolami propone “di fare il possibile per mantenere in città i grandi attrattori, centri occupazionali o di servizi che creano indotto e persone che frequentano il centro, parlo del tribunale, uffici direzionali, potenziare la presenza dell’università in centro, magari con alloggi per studenti”. Infine la realizzazione di una grande vetrina on line per attività commerciali e artigianali della città: “Una piattaforma digitale per farle conoscere. Magari associando una gift card da utilizzare nei negozi rodigini”. Insomma una serie di proposte che il coordinamento di FdI mette sul piatto del confronto per rilanciare commercio e artigianato. E fermare quella che è stata definita “la moria dei negozi di vicinato”.

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