VOCE
il caso
13.02.2026 - 18:45
Le nuove norme fiscali rischiano di trasformare realtà nate per valorizzare tradizioni, cultura e socialità in enti appesantiti da obblighi tipicamente commerciali. Un cambio di classificazione potrebbe mettere in difficoltà molte Pro loco, minacciando la sopravvivenza di feste popolari storiche e dell’indotto economico che generano.
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Dalle sagre alle iniziative solidali, un patrimonio di comunità rischia ora di incrinarsi sotto il peso di nuove interpretazioni tributarie. In questo scenario, i vertici provinciali e regionali dell’Unpli invitano alla prudenza, al coordinamento e alla ricerca di soluzioni comuni, mentre cresce la preoccupazione per il futuro dell’identità culturale polesana.
“Se vogliono far chiudere le Pro loco, lo dicano chiaro e tondo - afferma senza giri di parole, Silvia Pellegrini presidente di Pro loco Ficarolo - siamo in condizioni burocratiche insostenibili. Andando avanti così servono commercialisti e professionisti del settore per mandare avanti una Pro loco. Ormai non basta più avere la buona volontà e la voglia di fare, servono fondi per poter sostenere le tantissime attività messe in campo in un intero anno solare. Le nostre associazioni si occupano di storia, cultura e tradizioni del territorio, senza contare la parte gastronomica. Siamo patrimonio immateriale del paese che lavora gratuitamente. Purtroppo, in queste condizioni, con i limiti e i tagli imposti, tutto questo non sarà più possibile. Con grande rammarico e tristezza il paese andrà a perdere un patrimonio impagabile”.
Anche la Pro loco di Borsea si unisce all’allarme lanciato da Unpli Veneto sulle criticità legate alla nuova disciplina fiscale per gli enti del terzo settore. Con oltre 70 soci e iniziative consolidate come la Festa della fiorentina, giunta alla quattordicesima edizione, l’associazione rappresenta da anni un punto di riferimento per la comunità locale. “La nostra attività si svolge in costante collaborazione con il comune, le istituzioni e le realtà del territorio, in un clima di dialogo e responsabilità che ha sempre garantito il rispetto delle regole e la valorizzazione del bene comune - spiega il presidente Mauro Mazzaro - il timore è che norme pensate per realtà commerciali finiscano per penalizzare chi opera esclusivamente grazie al volontariato, reinvestendo ogni risorsa in attività sociali, culturali e di solidarietà. Confidiamo che a livello nazionale si tenga conto delle difficoltà reali delle Pro loco, per non disperdere un patrimonio di tradizioni, identità e partecipazione”.
Più cauto il presidente di Pro loco Melara Stefano Sabaini. “Le novità spaventano sempre, ma aspettiamo di avere notizie certe. Se non succede qualcosa di imprevisto l’edizione 34 della Festa della zucca si farà regolarmente anche se con qualche pensiero in più. Per quanto riguarda la fiscalità, ormai, quasi tutti i pagamenti dei nostri visitatori sono orientati ai mezzi tecnologici come il Pos o il pagamento online”. “Non dobbiamo arrenderci - conclude - però pretendiamo che tutti facciano la loro parte, dagli amministratori ai nostri fornitori, per far sì che ci siano sempre belle feste per i nostri concittadini e per tutti quelli che ci vengono a trovare. Feste fatte per stare insieme e socializzare e passare qualche ora lontano da pensieri che ogni giorno ci vengono trasmessi”.
“ Quello che serve - spiega la presidente di Pro loco Donada Antonella Ferro - è la chiarezza delle norme, presupposto indispensabile per operare correttamente e soprattutto fare le scelte necessarie per garantire l’esistenza delle associazioni. Dall’altro canto occorre che ci sia la consapevolezza che una associazione no profit iscritta al Runts non potrà mai operare a scopo di lucro e che gli introiti incassati vanno sempre destinati alle attività statutarie. Parlare quindi di ‘commercialità’ di un ente del terzo settore, significa svuotarlo del suo valore principale che è il servizio gratuito e volontario a favore della comunità qualsiasi possa essere il ramo di cui si occupa”.
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