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il grande progetto

Città del Delta, maxi fusione a tre

Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina studiano la possibilità di diventare un unico municipio

Città del Delta, maxi fusione a tre

Da Scardovari a Rosolina Mare la distanza è di 55 chilometri, tra argini, ponti, rami del fiume Po da superare. Ma i sindaci di Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina ci provano, perché le fusioni “sono il futuro” e perché da soli si fa fatica.

E’ così che Mauro Mantovan (Porto Viro), Michele Grossato (Rosolina) e Roberto Pizzoli (Porto Tolle), hanno avviato uno studio di fattibilità che ancora manca, su una maxi fusione che darebbe vita a un unico comune per 30mila abitanti. Partirà il prossimo mese.

I più entusiasti sono Mauro Mantovan e Roberto Pizzoli, che vedono nella strategia, una possibilità. Più in guardia Michele Grossato: “E’ un’idea”.

“Il nome? - sogna già Mantovan - E’ ancora tutto da scrivere. Potrebbe essere ‘Città del Delta’, ‘Portorosa’ o un’altra proposta che nascerà anche dal confronto con i cittadini. Perché una scelta così importante non si cala dall’alto: si costruisce insieme”.

I sindaci ne hanno parlato anche alla conclusione dell’incontro di ieri sul turismo a Rosolina. “Parliamo di una realtà che supererebbe i 30.000 abitanti. Una città con un peso istituzionale diverso, con più forza nei confronti di Regione e Stato, con maggiori opportunità di finanziamenti e investimenti. Una città capace di essere più attrattiva per il turismo, di sostenere con più decisione la pesca, di valorizzare il nostro straordinario territorio e di richiamare nuove attività produttive”.

La riflessione, dunque, è profonda, non è un proclama. “Da soli si fa fatica, insieme si conta di più - continua Mantovan - Siamo nel cuore del Delta del Po. Abbiamo storia, identità e tradizioni fortissime. Nessuno vuole cancellarle. Vogliamo invece rafforzarle, dando loro una dimensione più grande, più competitiva, più moderna”.

Più attendista il sindaco di Rosolina Michele Grossato: “Sono prudente rispetto agli entusiasmi, però sicuramente è una strada obbligata perché se non lo faremo noi nei prossimi 10 anni potrebbe essere imposto dall’alto e con chi non vogliamo. Abbiamo fatto già la candidatura insieme come comune rivieraschi del Delta del Po e faremo uno studio perché bisognerà che siano i cittadini a decidere. Bisogna capire i punti di forza e i punti di debolezza, ma la strada va aperta. E’ un percorso”.

Pizzoli è invece possibilista: “Ne abbiamo parlato è un avvio di pensiero. Non perdi le tue radici e quello che sei. Al giorno d’oggi però bisogna rafforzare i servizi: pesca, spiagge, ambiente e Romea con la sua trasformazione, un bacino di oltre 30mila abitanti può essere un’idea vincente”.

E i cittadini? Finora di 4 tentativi, solo uno è riuscito. “Potrebbe essere un’opportunità. Una trasformazione dei servizi e un peso diverso. Credo che ci sia al giorno d’oggi questo cambiamento di forma mentis anche tra le persone”.

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