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Elezioni
14.02.2026 - 18:14
Il pubblico di uno dei due incontri tenutisi venerdì sera in Polesine
Le ragioni del "Sì" e del "No" al referendum sulla giustizia cercando consenso. I primi si sono dati appuntametno a Rovigo, i secondi ad Adria, sempre venerdì sera.
In capoluogo, in Gran Guardia, è stata presentata la sezione rodigina del comitato nazionale “Cittadini per il Sì”, impegnato nella campagna referendaria sulla riforma costituzionale in materia di giustizia. Un’iniziativa che segna l’avvio anche in città del percorso informativo in vista del voto.
Il comitato, costituito da circa venti giorni, è guidato dall’avvocato Giorgio Crepaldi, con vicepresidente l’avvocato Lucia Merlin. All’incontro hanno preso parte anche il coordinatore provinciale di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo e il segretario comunale di Forza Italia Andrea Bimbatti. Cortelazzo ha precisato di intervenire nel rispetto delle indicazioni che chiedono ai partiti di non intestarsi la campagna referendaria, ma ha ribadito l’importanza della partecipazione: “L’auspicio è che ci sia la massima affluenza. Io voto convintamente sì, ma rispetto anche le ragioni del no”.
Nel merito, ha chiarito che la riforma “non sottrae poteri ai pubblici ministeri” e che il punto centrale è la distinzione delle carriere, con “due Consigli superiori della magistratura distinti, uno per i giudici e uno per i Pm”, oltre al meccanismo del sorteggio per ridurre il peso delle correnti. Anche Bimbatti, intervenuto “da libero cittadino”, ha parlato di un passaggio che punta ad “aumentare la fiducia dei cittadini nella giustizia”, sottolineando come troppo spesso il confronto pubblico si trasformi in scontro ideologico. “Non è l’unica riforma necessaria - ha detto - ma può essere un passo avanti”.
Lucia Merlin ha posto l’accento sull’imparzialità: “Chi accusa e chi giudica non possono fare carriera assieme. L’arbitro deve essere davvero terzo”. Ha richiamato l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza davanti alla legge e sostenuto la necessità di “ruoli più chiari, meno condizionamenti delle correnti e una maggiore responsabilità disciplinare”. Crepaldi, che ha parlato di una riforma “complessa da spiegare” ma necessaria per rafforzare la percezione di terzietà del giudice.
In contemporanea, ad Adria esposte le ragioni del "no". L’iniziativa ha preso le mosse dalla convinzione che una riforma di tale portata, destinata a incidere sull’assetto costituzionale della giurisdizione e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, dovesse essere discussa in modo accessibile a tutti. L’appuntamento ha registrato una buona partecipazione di pubblico
Intervenuti Manuela Fasolato, procuratore della Repubblica di Rovigo e Lorenzo Miazzi, giudice e presidente di sezione della Corte d’Appello di Venezia, che hanno illustrato i principali aspetti giuridici del provvedimento, soffermandosi in particolare sui temi dell’indipendenza della magistratura. Con loro hanno dialogato Rosanna Stocco, docente di diritto al polo tecnico di Adria, e Alessandra Zanetti, docente di lettere al liceo Bocchi Galilei. L’incontro è stato introdotto da Enrico Moro, coordinatore provinciale di Libera Rovigo. Per il coordinatore, la riforma “non affronta i problemi reali del sistema, come la lentezza dei processi, la carenza di personale e di risorse”.
Sulla stessa linea il procuratore della repubblica di Rovigo Manuela Fasolato, che ha evidenziato i rischi delle modifiche costituzionali, sottolineando come la riforma incida sull’equilibrio dei poteri e sull’indipendenza della magistratura. Secondo Fasolato, il pericolo è “rendere i giudici più condizionabili dal potere esecutivo, indebolendo una garanzia fondamentale per i cittadini”. Emersa la posizione che la riforma “non risolve i problemi strutturali della giustizia”. Il comitato dei cittadini di Adria e del Delta del Po per il no ha messo al centro i contenuti e le conseguenze della riforma. I relatori hanno anche risposto alle tante domande del pubblico.
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