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Il lutto

La politica si unisce nel ricordo di Rossini

“Unico vero primo cittadino”. E Benetti: “Pago io il monumento”.

La politica si unisce nel ricordo di Rossini

Il consigliere regionale Cristiano Corazzari in posa con Rossini

Dalla Camera al consiglio regionale, fino a palazzo Nodari: la politica è concorde come non mai nel saluto trasversale al gatto Rossini. “Con il suo carattere determinato e il desiderio di essere al centro del cuore delle persone, ma sempre fiero della sua libertà, si è fatto volere bene da tanti – nota l’onorevole Nadia Romeo - Un gatto speciale, capace di farsi sentire vicino senza appartenere a nessuno in particolare, ma un po’ a tutti”.

L’assessore regionale Valeria Mantovan rimarca: “Addio alla mascotte di Rovigo. Era un’istituzione: non c’era aula istituzionale o vetrina che lui non avesse frequentato. Resterai per sempre nella storia di questa comunità. Ciao piccolo”. E se il consigliere regionale Cristiano Corazzari dice “addio a Gatto Rossini, da molti anni con la sua immancabile presenza nel centro di Rovigo, tra le piazze, i negozi, gli uffici e le sedi istituzionali aveva conquistato l’affetto di tutti e continuerà a vivere nei nostri ricordi”, il consigliere Fabio Benetti rilancia: “Rossini ha rappresentato per molti un segno di identità, di appartenenza e di umanità, capace di unire generazioni nel nome di un affetto sincero e spontaneo. Ritengo che la sua memoria meriti di essere custodita e valorizzata: per questo, desidero annunciare la mia volontà di far realizzare, a mie spese, una statua in ricordo del gatto Rossini e di donarla ufficialmente al Comune”.

Fra i consiglieri comunali, Valentina Noce scrive: “Eri entrato nel cuore di tutti, beniamino della città. Dal comune al tribunale, dai negozi agli uffici, ogni luogo del centro era la tua casa. Una volta i vigili ti hanno fatto scendere dal tetto del mio studio, ancora ci chiediamo come avessi fatto ad arrivarci. Gatto Rossini, l’unico vero primo cittadino”. Marco Venuto, invece, invita alla cautela. “Ha regalato allegria e identità alla nostra comunità, mi spenderò perché questo ricordo non svanisca e si trasformi in qualcosa di concreto. Cerchiamo però di essere equilibrati. Sto leggendo: ‘Rossini è stato ucciso’. Chissà quanto correvi per ucciderlo’ ‘Vorrei vedere chi è stato’ e molti altri commenti dello stesso tenore. Attenzione a creare mostri e a esporre qualcuno all' odio social. Da quello che sappiamo, è stato un incidente. Impariamo ciò che i nostri amici pelosi ci insegnano: ad essere persone migliori, a non conoscere l’odio e a non giudicare”.

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