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Rovigo

Gatto Rossini come una rockstar

Sul web si moltiplicano i messaggi su ricostruzioni alternative e insulti all’investitore

Gatto Rossini come una rockstar

Tristezza, fiori e ricordi per il gatto Rossini-mascotte morto sabato scorso, quasi al pari di una rockstar deceduta improvvisamente. Ma anche assurdità, stupidità e minacce. I soliti leoni da tastiera, infatti, si sono scatenati con ricostruzioni “alternative”, insulti e qualche minaccia nei confronti dell’automobilista che sabato scorso ha investito il popolare gatto rodigino provocandone la morte. Insomma oltre alla tristezza e all’ondata emotiva, la morte del gatto Rossini ha dato il via anche a un livore incomprensibile.

Ieri intanto è continuato un piccolo, e per certi versi surreale, pellegrinaggio di cittadini verso l’incrocio dove il felino dal pelo rosso è stato investito. E appoggiati alla vetrata della farmacia dove era era stata appiccicata una foto di Rossini si sono moltiplicati fiori, cuori di varia forma, peluche. Un altarino che dimostra quanto Rossini fosse entrato nei cuori della gente. E poi ricordi e foto nelle vetrine del centro (ci manca solo un santino. Ma potrebbe arrivare presto).

La pagina social del Comune di Rovigo ieri è tornata ad ospitare un messaggio dedicato alla compianta mascotte a 4 zampe: “E’ bello vedere quanto affetto tutta la città abbia dimostrato per l'amato Rossini. In molti avete chiesto che Gatto Rossini, mascotte di Rovigo, venga ricordato con qualcosa di tangibile. Per lui era già prevista una statua: un simbolo di riconoscenza per la sua presenza silenziosa, ma speciale nella vita di tanti cittadini.

Martedì 17 febbraio, Giornata del gatto, l’artista Alberto Cristini avrebbe dovuto consegnarla ufficialmente al sindaco. Oggi, dopo la scomparsa di Rossini, quel gesto assume un significato ancora più profondo. Non sarà solo una statua, ma un ricordo eterno dell'affetto che ha saputo dare e ricevere. ️Gatto Rossini resterà sempre nel cuore di tutti noi”. E sono una moltitudine i commenti social di rodigini, e non rodigini, che chiedono una statua o iniziative per ricordarlo. Insomma la morte di gatto Rossini, finita sabato su tutti i media nazionali, come quella di una rockstar.

E tuttavia nella cittadinanza, a tutti i livelli, non manca chi considera esagerata questa ondata emotiva che si è scatenata in città, ritenendo che altre siano le emergenze a cui dedicarsi.

Tornando ai leoni da tastiera la rabbia corre sul web. C’è chi non crede alla ricostruzione del semplice incidente sostenendo che “la verità non è come quella riportata dai giornali. Chi lo ha investito non si è fermato e altre auto gli sono passate sopra. Una persona lo ha spostato dalla strada e altri hanno chiamato i soccorsi”. C’è poi chi dice di provare “rabbia! E’ qualcosa che si poteva evitare con un po’ di prudenza”. E ancora: “Un gatto abituato alla strada in pieno giorno in via Celio dove si deve transitare a passo d’uomo come è stato possibile investirlo”, “A che velocità andava l'investitore?” E giù altre accuse: “ I gatti riconoscono come nemici nel loro dna lupi, cani, volpi, non gli autoveicoli. Poverino è rimasto vittima di gente che, come sempre, si è girata dall’altra parte e non lo ha messo in sicurezza”. E poi “vogliamo giustizia”.

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