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Non fu attentato, ma stupida bravata

Chiarito l'episodio di Montagnana, che destò scalpore

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Non si è trattato di un attentato ai trasporti, ma con ogni probabilità di un gesto isolato. A oltre un anno dai fatti, le indagini sul lucchetto lanciato sui cavi della stazione ferroviaria di Montagnana hanno escluso l’ipotesi di terrorismo o sabotaggio organizzato.

Il caso risale alla mattina del 16 gennaio 2025, quando un dipendente di Trenitalia in servizio nello scalo aveva notato un grosso lucchetto in ferro, lungo quasi un metro, penzolare dai cavi dell’alta tensione sopra il binario 2, quello della tratta Monselice-Mantova. Lo stesso dipendente aveva riferito agli agenti della Digos di Padova che la sera precedente l’oggetto non era presente.

L’episodio era avvenuto in un periodo particolarmente delicato per il sistema ferroviario nazionale. In quei giorni il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva riferito in Parlamento parlando di "estrema preoccupazione" per una serie di episodi sospetti lungo la rete. Il gruppo Fs aveva denunciato, in quella settimana di metà gennaio, 396 casi ritenuti anomali, concentrati in fasce orarie sensibili e riguardanti componenti strategiche come linee elettriche e sistemi di alimentazione.

A seguito del ritrovamento, erano stati avviati accertamenti tecnici e analisi delle immagini di videosorveglianza della zona. Le telecamere avevano ripreso, nelle prime ore del 16 gennaio, un gruppo di giovani avvicinarsi alla stazione, entrare nell’area dello scalo e uscire dopo alcuni minuti. In quell’arco temporale sarebbe stato lanciato il lucchetto sui cavi.

Il fascicolo, inizialmente aperto dalla Procura di Rovigo con le ipotesi di sabotaggio e attentato alla sicurezza dei trasporti, era stato poi trasferito alla Procura distrettuale di Venezia, competente per i reati con finalità di terrorismo. Tuttavia, l’assenza di rivendicazioni e le modalità dell’azione hanno portato gli inquirenti a escludere collegamenti con azioni organizzate contro il governo o il gruppo Fs.

Secondo quanto emerso, il punto colpito non era strategico per la circolazione ferroviaria. Resta il fatto che il lancio dell’oggetto avrebbe potuto causare il danneggiamento del pantografo di un treno in transito, con possibili ripercussioni sulla linea. Le indagini hanno quindi ridimensionato l’episodio, ricondotto a un gesto privo di finalità eversive.

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