VOCE
Adria
16.02.2026 - 12:30
Tra i punti discussi nell’ultima seduta del consiglio comunale di Adria di giovedì 5 febbraio, c’è stata l’interrogazione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia sull’eventuale attivazione in città di un’iniziativa di mammografie ed ecografie gratuite sul modello di quella recentemente realizzata a Rovigo.
Nell’interrogazione, i consiglieri Sandra Passadore e Simone Ceccarello hanno ricordato come l’iniziativa promossa nel capoluogo polesano abbia avuto un forte impatto sociale e sanitario, soprattutto per le donne non incluse nei programmi di screening ufficiali, evidenziando come progetti di questo tipo possano essere realizzati attraverso la collaborazione tra pubblico, privato e associazionismo, senza costi diretti per l’ente.
Da qui la richiesta all’amministrazione di sapere se vi fosse l’intenzione di attivare un progetto analogo anche ad Adria e quali iniziative si intendano promuovere sul fronte della prevenzione sanitaria, in particolare per la popolazione femminile.
A rispondere in aula è stata l’assessore Donatella Baratella, che ha chiarito come un’iniziativa simile sia già stata organizzata ad Adria nel 2025, precedendo anche altre esperienze nel territorio. L’assessore ha spiegato che la stazione mobile per gli esami era stata collocata in città e che l’evento, sostenuto attraverso la ricerca di sponsor, aveva comportato un costo complessivo di circa 13mila euro, coperto senza oneri per il Comune.
Nel corso della giornata erano stati effettuati complessivamente 56 esami, tra ecografie e mammografie, con una partecipazione significativa, favorita anche da attività di informazione e dalla collaborazione di soggetti sostenitori dell’iniziativa.
Baratella ha inoltre messo a disposizione dei consiglieri il materiale e la documentazione relativi all’evento. Nella replica, il consigliere Simone Ceccarello ha però precisato che l’interrogazione intendeva porre l’attenzione su iniziative realizzate attraverso un modello specifico di collaborazione tra pubblico, privati e associazioni, chiedendo chiarimenti sui soggetti coinvolti e sulle modalità organizzative dell’esperienza adriese.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare a promuovere iniziative di prevenzione rivolte a fasce di popolazione che possono rimanere escluse dai percorsi sanitari ordinari. Il confronto si è concluso con l’impegno a condividere la documentazione sull’iniziativa già realizzata e a proseguire l’attenzione sul tema della prevenzione, considerato trasversalmente rilevante per la comunità locale.
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