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Sì e No, le due ragioni a confronto

Le due tesi opposte spiegate da Luca Marini, Alessandra Palma, Giovanni Pavarin e Lavinia Messori

Sì e No, le due ragioni a confronto

Le ragioni del Sì e del no. Un incontro per mettere a confronto diretto le due tesi che si contrappongono in vista del referendum sulla riforma della magistratura in programma il 22 e 23 marzo. Quel giorno i cittadini saranno chiamati alle urne per decidere se approvare o bocciare la riforma costituzionale varata dal Parlamento senza una maggioranza qualificata e che per entrare in vigore necessita del referendum confermativo

L’appuntamento è in programma venerdì prossimo alle 20.30 nell’aula magna dell’istituto De Amicis in via Parenzo. L’incontro “referendum giustizia. Le ragioni del Sì e del No a confronto”, è organizzato dall’Aiga di Rovigo (Associazione italiana giovane avvocati). Un incontro per mettere a fuoco la riforma costituzionale dell’ordinamento della magistratura sentendo le opinino di quattro addetti ai lavori, che elencheranno le due tesi che si confrontano.

In programma gli interventi di Luca Marini, presidente di Cassa ammende e già presidente della sezione Gip del tribunale di Venezia; Alessandra Palma, avvocato del Foro di Ferrara e tesoriere del comitato Camere penali per il sì; Giovanni Maria Pavarin, Garante dei detenuti della Provincia autonoma di Trento e già presidente del Tribunale di sorveglianza di Trieste; Lavinia Messori, magistrato del tribunale di Rovigo. A moderare il confronto Alberto Garbellini, direttore de La Voce di Rovigo.

L’evento è aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo è quello di informare i cittadini elettori, mettendo a fuoco i punti principali della riforma oggetto del referendum del 22 e 23 marzo. Punti sui quali di confronteranno, sostenendo le opposte linee del Sì e del No i relatori, per cercare di offrire chiarimenti e delucidazioni in vista del voto.

Il 22 e 23 marzo i cittadini sono chiamati al voto per confermare o respingere una modifica della Costituzione che mantiene l’autonomia della magistratura, ma ridisegna i meccanismi di autogoverno e consolida la distinzione dei percorsi professionali, separando le carriere della magistratura giudicante da quella requirente. Il testo approvato dal Parlamento, cambia sette articoli della Costituzione italiana, prevede la creazione di due Csm distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Entrambi gli organi mantengono una composizione a prevalenza togata, analoga a quella attuale, ma operano separatamente, affidando ai pubblici ministeri un autonomo organo di autogoverno distinto da quello della magistratura giudicante. La riforma introduce inoltre una Corte disciplinare di rango costituzionale, alla quale viene attribuita la competenza sui procedimenti disciplinari. Un ulteriore profilo riguarda le modalità di selezione dei componenti degli organi di autogoverno. La riforma prevede il ricorso al sorteggio, in luogo del sistema fondato sul voto. Votare Sì significa confermare questa riforma costituzionale e consentirne l’entrata in vigore; votare No comporta il mantenimento dell assetto costituzionale vigente. Il referendum è di tipo confermativo e non prevede quorum di partecipazione.

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