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l’incontro

Al capezzale del commercio malato

Le proposte del coordinamento comunale di FdI: “Distretto, canoni calmierati, contributi ed eventi”

Al capezzale del commercio malato

La crisi del commercio non è più un segnale isolato, ma una condizione strutturale che sta cambiando il volto del centro storico. È questo il punto di partenza della tavola rotonda ospitata venerdì sera alla sala Gran Guardia, promossa da Matteo Zangirolami, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Rovigo, con l’obiettivo di aprire un confronto pubblico tra politica, associazioni di categoria e amministratori. All’incontro erano presenti anche il sindaco Valeria Cittadin e il senatore Bartolomeo Amidei, a sottolineare la rilevanza di un tema che va oltre il perimetro cittadino e chiama in causa più livelli istituzionali.

Nel dibattito è intervenuta l’assessore regionale Valeria Mantovan, che ha richiamato la necessità di “fare squadra” tra livelli istituzionali e territori, riconoscendo il peso di fattori come burocrazia, carico fiscale e concorrenza dell’e-commerce, e ribadendo l’impegno della Regione nel sostenere iniziative che nascono dal dialogo diretto con chi lavora ogni giorno sul territorio.

Entrando nel merito, Matteo Zangirolami ha parlato di “emergenza commercio”, ricordando come negli ultimi anni abbiano cessato l’attività oltre 100 negozi nel cuore della città. “Un dato che - ha sottolineato - non riguarda solo Rovigo ma che a livello locale impone risposte straordinarie”. Da qui una serie di proposte: un fondo di rotazione per sostenere nuove aperture e passaggi generazionali, contratti di locazione commerciale agevolata con garanzie pubbliche per calmierare i canoni, il dimezzamento sperimentale della tassa di occupazione del suolo pubblico per i plateatici e, più in generale, politiche integrate per aumentare le presenze in centro, dalla residenzialità alla mobilità, fino agli eventi e alla promozione digitale attraverso il distretto del commercio”.

Dal fronte delle categorie economiche sono arrivati numeri e analisi che rafforzano l’allarme. Marco Campion, presidente di Confartigianato Polesine, ha evidenziato come in provincia il calo di imprese artigiane e commerciali sia più marcato rispetto alla media regionale e nazionale, collegando la crisi anche a un problema demografico e infrastrutturale che si trascina da decenni”.

Per Emanuela Carlini, vicepresidente di Cna Padova Rovigo, il rilancio passa anche dall’abitare e dai servizi: “Fondi di garanzia per gli affitti, un trasporto pubblico più efficiente e contributi a fondo perduto per l’avvio di nuove attività, oltre alla necessità di contrastare l’abusivismo che penalizza le botteghe artigiane”.

Toni diretti anche da Stefano Pattaro, presidente di Ascom Confcommercio, che ha parlato di barriere accumulate negli anni: “Meno parcheggi, accessi sempre più difficili al centro e una regolamentazione che, a suo avviso, ha finito per favorire solo i soggetti più forti”.

Sulla stessa linea Vittorio Ceccato di Confesercenti, che ha invitato “a cambiare la percezione del commercio come asse economico centrale della città, richiamando la necessità di una pianificazione urbana capace di riportare servizi, uffici e funzioni attrattive nel centro storico, insieme a un investimento serio sulla formazione dei commercianti”.

A chiudere il confronto l’assessore comunale Erika De Luca, che ha riconosciuto la fase di fragilità ma anche il potenziale della città, sottolineando come commercio, eventi, cultura e turismo debbano essere letti insieme, con l’obiettivo di sostenere non solo le nuove aperture ma anche chi continua, ogni giorno, a tenere aperta la serranda.

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