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taglio di po
17.02.2026 - 20:29
Non solo Porto Tolle, Porto Viro e Rosolina nella nuova “Città del Delta”. Anche Taglio di Po punta alla fusione, o almeno, lo fa la minoranza consiliare, guidata da Davide Marangoni, che nell’ultima seduta di consiglio ha posto il tema. “Purtroppo - considera Marangoni - abbiamo constatato una sostanziale assenza di interesse e di azione da parte dell’attuale amministrazione comunale la quale si è limita a dire che ‘valuteranno le proposte che arriveranno dagli altri Comuni’. E’ evidente che mentre la nostra miope Amministrazione attende proposte, gli altri Comuni intorno a noi iniziano a ragionare senza neanche minimamente coinvolgerci”.
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Per l’opposizione tagliolese, Taglio di Po e Ariano dovrebbero convergere verso la “Città del Delta”: “Osservando dall’alto il sistema urbano che si sviluppa lungo il cordone dunoso, dal Po di Goro fino all’Adige - dice Marangoni - si percepisce già una conurbazione di fatto. La frammentazione amministrativa non corrisponde più alla realtà territoriale. L’elemento che unisce naturalmente queste realtà è la Romea. Non è soltanto una strada: è una spina dorsale territoriale che collega insediamenti produttivi, aree residenziali e servizi. Un Comune unico significherebbe superare la logica della competizione interna per adottare una pianificazione integrata e coerente. Con oltre 40mila abitanti si configurerebbe una realtà di peso provinciale, seconda solo al capoluogo, capace di attrarre investimenti, servizi e progettualità europee”.
Per Marangoni “essere più grandi non significa soltanto contare di più politicamente, significa rafforzare scuole, servizi sociali e sanitari; affrontare con maggiore efficacia la cronica carenza di personale amministrativo; disporre di una struttura tecnica adeguata alla complessità delle sfide ambientali e infrastrutturali; superare bilanci sempre più esigui fondati su entrate straordinarie. Soprattutto, significa poter costruire una strategia di sviluppo sostenibile coerente con la natura del territorio”. E conclude: “Il nostro obiettivo è aprire un confronto pubblico serio, trasparente e partecipato con cittadini, istituzioni e forze sociali. La fusione dei Comuni non è un tabù ma una scelta strategica”.
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