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Approvato un bilancio “prudente”

L’assessore Ferrarese: “Coniugare un approccio pragmatico a una forte spinta agli investimenti”

Approvato un bilancio “prudente”

Discussione sul bilancio di previsione dell’ultima seduta del consiglio comunale di lunedì scorso, dopo il ringraziamento da parte del sindaco Francesca Zeggio al revisore dei conti uscente, Vittorio Borselli, e il benvenuto a Luciano Michielon che lo sostituirà.

Ad aprire la discussione è stato Guglielmo Ferrarese, assessore al bilancio, che ha sottolineato la volontà “di coniugare la prudenza finanziaria con una forte spinta agli investimenti strutturali”. La scelta è stata quella di “un approccio prudenziale, ma nello stesso tempo pragmatico e preferiamo partire con degli stanziamenti realistici e sostenibili e che potranno essere implementati nel corso dell’esercizio sulla base dell’effettivo andamento delle entrate, piuttosto che presentare un bilancio sovrastimato e poi trovarci in una difficoltà gestionale”.

Calo demografico e contrazione nei trasferimenti correnti, come ha precisato Ferrarese, impongono “una revisione costante della spesa e anche la ricerca di nuovi bandi di finanziamento”, sia dal Pnrr sia dalla Regione. “Il problema - aggiunge - si verificherà nei prossimi anni quando avremo magari meno contributi poiché il Pnrr terminerà entro quest’anno e quindi dobbiamo attivarci anche per richiedere nuovi bandi di finanziamento”.

A intervenire è stato il consigliere di minoranza Sergio Manzon, che ha voluto dare una valutazione politica sul bilancio: “Un bilancio formalmente corretto, ma la prima domanda politica che dobbiamo porci è quanto è solido”. Manzon ha sottolineato come le entrate stabili ammontino a quasi 11 milioni di euro, mentre la spesa corrente supera i 12 milioni. “Ogni euro di spesa stabile non è coperto da un euro di entrata stabile. La differenza viene colmata con avanzo, fondo pluriennale vincolato, risorse una tantum, tutto legittimo, ma questo bilancio vive sopra le proprie possibilità strutturali, in equilibrio, sì, ma non per inerzia propria”. Anche Manzon ha ricordato quindi la scadenza del Pnrr: “Non possiamo giudicare una gestione dal suo anno eccezionale, bensì dalla sua capacità di reggere quando l’eccezione finisce. C’è poi un aspetto che considero politicamente delicato e che merita onestà intellettuale. La capacità di riscossione dell’ente è bassa. Meno del 50% delle sanzioni viene effettivamente incassato. La riscossione delle entrate proprie complessive si ferma intorno al 40%. E allora il Comune fa ciò che la legge impone, accantona ogni anno oltre mezzo milione di euro nel fondo crediti di dubbia esigibilità. Questo non è un dettaglio tecnico, è una scelta politica subita, non voluta. Questo significa una cosa molto semplice. Non governiamo le risorse, le amministriamo passivamente. Questo bilancio non è sbagliato, ma non è nemmeno rassicurante. E’ un bilancio che regge oggi perché consuma domani”.

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