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Poker di candidati per la Camera

Gli sfidanti sono Alberto Di Rubba, Giacomo Bovolenta, Mirko De Carli e Giuseppe Padoan

Poker di candidati per la Camera

Sono quattro i candidati polesani in corsa per il seggio alla Camera dei deputati lasciato libero da Alberto Stefani, diventato governatore veneto. Si voterà il 22 e 23 marzo in concomitanza con il referendum sulla magistratura. Il centrodestra, e questo lo si sapeva già, ha candidato Alberto Di Rubba, lombardo, responsabile amministrativo della Lega. Il centrosinistra, invece, ha deciso di puntare su Giacomo Bovolenta, avvocato bassopolesano e responsabile polesano di Italia Viva. Oltre a questi due candidati delle grandi coalizioni politiche, partecipano alla corsa anche Mirko De Carli, esponente del Popolo della famiglia. Infine Giuseppe Padoan, consulente previdenziale di Lendinara, che si candida con la lista “Italia resiste libera”. Saranno loro quattro, quindi, a contendersi la vittoria finale.

Intanto all’interno dei partiti malumori e distinguo sembrano in grado di minare la compattezza dei due schieramenti. Nel centrosinistra invece la scelta di puntare su Giacomo Bovolenta, di Italia viva, rischia di restringere il cosiddetto campo largo. Il Movimento 5 Stelle infatti si chiama fuori, come emerge dalla nota diffusa ieri dai pentastellati polesani: “Il Movimento 5 Stelle provinciale di Rovigo comunica che non concorrerà a supportare la candidatura per le elezioni suppletive di un esponente di Italia Viva, scelto senza un adeguato metodo di confronto fra le forze progressiste, fermo restando la totale distanza e disapprovazione per il candidato individuato del centrodestra, espressione di logiche di partito che nulla hanno a che vedere con il nostro territorio polesano. Lasciamo pertanto libertà di decisione ai cittadini sulle candidature in questione.

A questo proposito Matteo Favero, commissario del Pd di Rovigo spiega che “il campo largo non si restringe, confido anzi nel fatto che riusciremo a coinvolgere i 5 Stelle nel progetto. Non hanno presentato candidati in Polesine e nel collegio di Padova, e pur chiamandosi fuori dalla coalizione sono certo che gli elettori sapranno scegliere. Non voteranno per un candidato lombardo del centrodestra e sono convinto che nell’urna sapranno scegliere il loro territorio come lo faranno al referendum sulla giustizia. Anche i programmi del centrosinistra coincidono con quelli dei 5 Stelle: stop a nuove trivellazioni in Polesine, sostegno alla pesca, rilancio economico e sociale del Polesine”.

Nel centrodestra continuano le perplessità, per usare un eufemismo, contro la scelta di candidare nel collegio polesano e della Bassa Padovana un leghista lombardo. Erik Pretto, deputato vicentino della Lega ieri ha detto che “la scelta di designare un candidato non veneto per le elezioni suppletive solleva forti perplessità, sia nel metodo che nel merito. Quanto al metodo, non risulta nessuna deliberazione degli organi preposti né in sede regionale né in sede federale. Quanto al merito, in un periodo delicato nel quale dobbiamo fare i conti con uno strutturale calo dei consensi, sarebbe stato molto più utile scegliere una persona del territorio, che lo conosca profondamente e che ne comprenda le specifiche istanze, per poter poi rappresentarlo appieno. Politicamente, un seggio parlamentare non può essere gestito alla stregua di un consiglio d’amministrazione o di un collegio sindacale. La verità è che la Liga Veneta subisce con umiliazione questa scelta”.

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