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Porte scardinate: ladri all'assalto dell'asilo

Alla fine non hanno preso nulla, ma restano i danni

Troppi furti, i commercianti svuotano le vetrine

Troppi furti: i commercianti corrono ai ripari

Hanno agito con il favore delle tenebre, muovendosi tra i locali che ogni giorno ospitano decine di bambini, ma se ne sono andati a mani vuote.
Amara sorpresa venerdì mattina per il personale della scuola dell'infanzia "Pietro Selmi" di Polesella, bersaglio di un’incursione vandalica nella notte tra giovedì e venerdì. I malviventi sono entrati in azione tagliando la rete di recinzione che separa l'istituto dalla proprietà confinante. Una volta guadagnato l'accesso al giardino, hanno forzato una porta d'ingresso per introdursi nei locali scolastici. Una volta dentro, la banda ha agito con determinazione. È stata scardinata una porta interna chiusa a chiave e rovistato in un armadietto dedicato ai documenti.
Nonostante il disordine e i danni causati agli arredi, i ladri si sono dovuti arrendere all'evidenza e dalla scuola non è stato asportato nulla. Con ogni probabilità, i soggetti cercavano fondi cassa o contanti che, per scelta gestionale, non vengono mai custoditi nell'edificio. A dare l'allarme sono state le maestre al loro arrivo in struttura venerdì mattina. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri di Polesella, che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini per risalire ai responsabili.
C'è amarezza nelle parole di Daniele Toffanin, presidente della Fondazione Pietro Selmi, che sottolinea l'inutilità del gesto a fronte dei danni materiali subiti dalla struttura. "La nostra è una fondazione senza scopo di lucro, al servizio esclusivo del paese. All'interno della struttura non circola denaro in alcun modo perché tutte le operazioni, compresi i pagamenti delle rette, avvengono tramite dispositivi elettronici. Dispiace enormemente per i danni che ora ricadranno sulle casse della Fondazione." Toffanin ha già sporto denuncia formale presso la locale stazione dei Carabinieri. Gli inquirenti si stanno ora concentrando sull'analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso i movimenti dei "balordi" durante la fuga.
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