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Ecco le case della comunità: la sanità del futuro

Oltre 12 milioni per rimodulare l'assistenza e la presenza sul territorio

"Procede a passi spediti il completamento dei cinque presidi distribuiti in modo capillare su tutto il territorio dell’Ulss 5 Polesana, dall’Alto al Bassopolesine: con l’attivazione delle Case della Comunità prende forma una nuova visione della sanità territoriale, più vicina, più accessibile, più equa e più integrata". Lo annuncia l'Ulss 5 Polesana, l'azienda sanitaria del Polesine.

"Il piano di sviluppo delle Case della Comunità rientra negli investimenti del Pnrr – Missione 6 Salute – e prevede per l’Ulss 5 Polesana un finanziamento complessivo pari a 12.625.000 euro destinato alla realizzazione e riqualificazione delle cinque strutture aziendali. Nel dettaglio, gli investimenti sono così ripartiti: Casa della Comunità di Rovigo: 3.200.000 euro; Casa della Comunità di Adria: 2.400.000 euro; Casa della Comunità di Porto Viro: 2.300.000 euro; Casa della Comunità di Porto Tolle: 2.325.000 euro; Casa della Comunità di Castelmassa: 2.400.000 euro".

"Le risorse sono destinate a interventi strutturali e di adeguamento edilizio - prosegue la spiegazione - miglioramento sismico, efficientamento energetico, aggiornamento impiantistico, acquisto di attrezzature sanitarie e implementazione delle infrastrutture digitali necessarie all’integrazione dei servizi secondo gli standard del DM77. Un investimento strategico per oltre 170.000 cittadini".

Le cinque Case della Comunità, infatti, sono progettate per garantire copertura a un bacino di oltre 170.000 residenti, assicurando un’equa distribuzione dei servizi in un territorio ampio e geograficamente articolato come il Polesine. Le Casa della Comunità garantiranno un’apertura estesa e una presenza multiprofessionale strutturata, assicureranno ambulatori di medicina generale e specialistica, assistenza infermieristica territoriale, Punto Unico di Accesso e integrazione socio-sanitaria.

"All’interno delle Case della Comunità - prosegue la spiegazione - operano in modo integrato medici di medicina generale, infermieri di famiglia e di comunità, specialisti ambulatoriali, assistenti sociali e personale amministrativo. Il modello organizzativo punta alla presa in carico continuativa dei pazienti cronici, con percorsi strutturati di monitoraggio e follow-up, riducendo accessi impropri al Pronto Soccorso e ricoveri evitabili".

"In un territorio caratterizzato da un’alta percentuale di popolazione anziana, da un incremento delle patologie croniche e, allo stesso tempo, da un crescente disagio giovanile, la sfida non è solo curare, ma prendersi cura. L’investimento di oltre 12,6 milioni di euro rappresenta una scelta strategica per rafforzare la sanità di prossimità, alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire sostenibilità nel medio-lungo periodo".

"Le Case della Comunità non sono soltanto nuove strutture, ma rappresentano un cambiamento culturale profondo nel modo di intendere la sanità – dichiara il Direttore Generale dell’Ulss 5 Polesana, Pietro Girardi – Spostiamo il baricentro dall’ospedale al territorio, dalla gestione dell’episodio acuto alla presa in carico continuativa della persona. Per il Polesine questo è un investimento strategico: rafforziamo la rete territoriale, favorendo l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, alleggeriamo la pressione sugli ospedali e costruiamo una sanità più sostenibile, capace di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali in atto. La scelta di distribuire le cinque Case della Comunità in modo omogeneo, includendo aree periferiche come Porto Tolle nel Basso Polesine e Castelmassa nell’Alto Polesine, non è solo organizzativa ma strategica. In un territorio geograficamente esteso e con collegamenti non sempre semplici, la prossimità diventa un elemento fondamentale di equità. Portare i servizi vicino alle persone significa ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità di accesso alle cure, indipendentemente dal luogo di residenza. Vogliamo una sanità più umana, più coordinata e realmente vicina ai cittadini".

 

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