Cerca

PADOVA

Animali soli dopo la morte degli anziani

"Ogni mese decine di casi ignorati"

Animali soli dopo la morte degli anziani

A Padova si consuma una crisi silenziosa che lascia dietro di sé case chiuse e ciotole vuote. Quando un anziano muore o viene ricoverato, cani e gatti restano sospesi in un vuoto di responsabilità, senza tutele e senza un futuro certo. A denunciare il fenomeno è Oipa Padova, che segnala decine di interventi ogni mese per animali rimasti soli dopo la scomparsa del proprietario.

La domanda che pesa più di tutte è semplice e scomoda: chi si occupa di loro quando il punto di riferimento viene meno. Secondo i volontari, la risposta è brutale. Non se ne occupa nessuno. Non i familiari, non i parenti lontani, non le istituzioni. Il risultato è un limbo fatto di abbandoni indiretti, porte chiuse e silenzi burocratici.

Gli anziani, spiegano dall’associazione, sono spesso l’ultimo presidio di cura per animali già fragili. Persone sole, con mezzi limitati, capaci di garantire l’essenziale ma raramente supportate in percorsi di prevenzione o sterilizzazione. La fragilità sociale si trasforma così in emergenza animale, mentre ciò che avrebbe richiesto una rete strutturata ricade interamente sulla buona volontà individuale.

Particolarmente critico è il momento successivo al decesso. Le frasi si ripetono identiche: non erano miei, non posso occuparmene, vivo altrove. Una distanza che per i volontari rappresenta un vuoto etico prima ancora che pratico. Senza un’assunzione di responsabilità, gli animali diventano un problema da scaricare altrove.

Anche sul fronte istituzionale, l’associazione parla di assenza di protocolli chiari per la gestione degli animali appartenuti a persone ricoverate o decedute. 

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400