VOCE
adria
18.02.2026 - 09:00
E’ la firma che chiude il cerchio. Dopo un percorso giudiziario durato oltre un anno e scandito dai tempi stretti del nuovo Codice della Crisi d’Impresa, arriva la definitiva messa in sicurezza del fronte lavorativo per il Cantiere Navale Vittoria di Adria.
Quello siglato ieri mattina non è un semplice accordo sindacale, ma il tassello mancante che rende irreversibile il salvataggio industriale sancito dall’omologa del Tribunale avvenuta lo scorso novembre. Al centro della trattativa, condotta con le sigle Fiom-Cgil e Fim-Cisl, con la presenza dell’Unità di crisi della Regione Veneto, c’è la gestione del “passaggio di consegne” dei debiti verso i dipendenti, in particolare il Trattamento di fine rapporto, dalla vecchia società, condotta dal liquidatore Antonio Schiro, alla “NewCo” aggiudicataria, la Cnv srl guidata da Roberto Cavazzana. Un passaggio che era finito tra le polemiche, poiché sembrava che Cantiere Navale Vittoria Spa in liquidazione non volesse trasferire il Tfr quando, da quanto è emerso poi, si era trattato di dover semplicemente attendere l’adempimento di meri aspetti burocratici.
Per comprendere la portata dell’operazione bisogna riavvolgere il nastro al 13 dicembre 2023, quando la società ha richiesto al Tribunale di Rovigo l’accesso alle misure protettive previste dall’articolo 44 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza: la “domanda in bianco”. Una mossa difensiva evolutasi, nell’aprile 2024, nella richiesta di omologazione di un Piano di ristrutturazione. Una scelta tecnica precisa che ha permesso di traghettare l’azienda verso la gara competitiva del 16 settembre 2024. In quell’occasione, ad aggiudicarsi il complesso immobiliare e aziendale di Adria è stata la Cnv Srl, la nuova società veicolo costituitasi per garantire la continuità produttiva.
Il passaggio di proprietà, formalizzato davanti al notaio Santoro lo scorso 14 febbraio, ha trasferito in blocco i rapporti di lavoro in essere. Tuttavia, restava un nodo finanziario cruciale legato a una clausola sospensiva: la “vecchia” società si era impegnata a versare alla nuova proprietà la liquidità necessaria a coprire i Tfr e le spettanze maturate, a patto di ottenere dai lavoratori una rinuncia formale a qualsiasi pretesa verso la cedente. Il termine fissato per queste liberatorie era il 30 marzo 2025. Una data scaduta senza il completamento delle firme, scenario che avrebbe potuto bloccare il trasferimento delle risorse finanziarie. Il rischio di stallo è stato superato grazie alla mediazione condotta con Davide Benazzo (Fiom-Cgil) ed Enrico Rezzi (Fim-Cisl). Nonostante il superamento della deadline, le parti hanno continuato a trattare, arrivando a un accordo transattivo che sblocca la situazione: i dipendenti firmano la liberatoria nei confronti della vecchia proprietà, accettando l’accollo liberatorio del debito da parte della nuova Cnv Srl. In cambio, la società venditrice conferma l’impegno a “retrocedere” alla acquirente l’intera provvista economica necessaria a coprire i Tfr maturati fino al 14 febbraio.
L’operazione, avallata anche da Confindustria, blinda di fatto la continuità aziendale. Liberando la vecchia società dai debiti pregressi e dotando la nuova gestione della liquidità accantonata per i lavoratori, si elimina l’ultimo grande ostacolo legale eredità della procedura concorsuale. Per il polo di Adria, ora, la partita si sposta definitivamente dai tribunali al mercato.
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