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Cortina promuove il gusto polesano

A vincere la storia di ogni azienda che dalla semplicità ha saputo creare qualcosa di unico

Cortina promuove il gusto polesano

Il Polesine conquista anche i palati di Cortina d’Ampezzo: a vincere i sapori decisi e la capacità di offrire prodotti pensati per le tavole più “semplici e conviviali” ma anche per quelle più “raffinate”, adattandosi sì, ma mantenendo intatte le proprie caratteristiche e unicità.

A confermarlo sono stati proprio i tanti visitatori che hanno affollato Casa Veneto per conoscere e assaggiare i prodotti delle aziende Coldiretti. Dalla ostrica di Scardovari (nata dalla crisi del granchio blu), che ha portato più di una persona a ripetere il giro di assaggio , al salame dell'agriturismo le Clementine (5 quelli “bruciati” in meno di un'ora conferma il proprietario Giuseppe Tomaini - tra l’altro anche ex rugbista ai tempi di Maci e Quaglio - la cui famiglia ha dovuto reinventarsi dopo la distruzione dell’alluvione del ‘51). Deliziosi anche i vini (dell’azienda vitivinicola Succi di Santa Maria Maddalena) che, confermano tre giovanissimi “sanno solleticare ogni tipo di palato, dal fermo alle bollicine, con gusto equilibrato”, abbinati a formaggio e miele della già nota apicoltura Marangon, azienda che sfrutta il nomadismo apistico anche per rispondere alla crisi climatica.

Hanno colpito nel segno i cracker di erba medica della azienda agricola Forte il cui titolare, Luigi, ha inviato “a guardare la storia che c'è nel cibo. L’erba medica viene solitamente utilizzata nell’alimentazione dell’animale, ma ciò che fa bene all'animale fa bene anche l'uomo. La cura per la propria salute parte anche dall’alimentazione” - ha sottolineato. “Il Polesine? Per noi è promosso a pieni voti. Anche l'accoglienza è stata davvero perfetta”- commentano gli assaggiatori mentre gli viene spiegato la storia di ogni prodotto.

Il valore aggiunto? Proprio i produttori, che dalle sfide hanno saputo creare eccellenze e che della loro professione hanno fatto una vera passione. “Ogni ocarina è unica, anche se si usa la stessa materia - spiega Benvenuto Fecchio che le produce insieme alla moglie Giuseppina - ogni strumento non viene mai uguale a un altro, ogni strumento ha la sua anima”. Proprio Benvenuto e la moglie hanno aperto la cerimonia di presentazione, deliziando i presenti con le dolci note delle ocarine, mentre qualcuno dal pubblico cantava accompagnandoli.

“Un territorio che non è solo da magiare ma da anche da bere e assaporare” - ha ribadito Michele Manca miglior sommelier del veneto 2022 e docente al Cipriani di Adria. Dopo la presentazione, il pranzo alla baita Coldiretti, con ancora la tradizione a far da protagonista. Dal riso alla carnarola (lo stesso riso, leggermente abbrustolito, con fagioli duri che ha fatto trionfare l’agriturismo Caprissio ad Agrichef) ai formaggi tipici bellunesi, fino al piatto del “campione” (salsiccia polenta e formaggio, una vera e propria bomba calorica) chiudendo con i celebri “brutti ma buoni”, biscottini privi di “estetica” ma pieni di gusto. Semplicità, tradizione e carattere, i tre aggettivi che descrivono alla perfezione le tavole polesane, ma anche lo spirito di una terra (e dei suoi custodi) che sa affascinare e reinventarsi sfida dopo sfida. Un patrimonio, un valore aggiunto, che più che mai è da proteggere, preservare e, si spera, tramandare.

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