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IL CASO

Ecopol, stop al progetto per 6 mesi

Concessa la sospensione di 180 giorni per presentare le integrazioni

Ecopol, stop al progetto per 6 mesi

Una pausa di circa sei mesi per il progetto Ecopol. E’ di 180 giorni la sospensione concessa al procedimento di autorizzazione al “progetto di modifica sostanziale dell’impianto di stoccaggio provvisorio rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi” che dovrebbe sorgere in via Amendola. La sospensione è stata concessa nei giorni scorsi dall’area “governo del territorio” della Provincia, attraverso un provvedimento firmato dal dirigente Michele Bonito. La richiesta di sospensione è stata avanzata dalla stessa Ecopol srl, titolare del progetto. Stando a quanto si legge nel documento del dirigente, tutto parte dalla “richiesta integrazioni e deduzione alle osservazioni pervenute dagli enti coinvolti, dai comitati e dai privati cittadini”. Alla luce di queste, “vista la vostra richiesta di sospensione del procedimento amministrativo – si legge nel documento - per riscontrare compiutamente la nota provinciale” si comunica che “il procedimento in esame è sospeso per un periodo di 180 giorni”.

La richiesta di integrazioni al progetto riguarda sia quanto evidenziato dal Comune di Rovigo “in ordine all’incompleta integrazione documentale prodotta rispetto alla procedura urbanistica ed edilizia ed alle precisazioni di natura ambientale” che una lunga serie di integrazioni che va da specifici approfondimenti inerenti gli impatti emissivi ed odorigeni afferenti il progetto e cumulativi alle realtà produttive circostanti, considerando un raggio di almeno 3 km dal sito alla relazione tecnica specifica per la gestione delle acque meteoriche di dilavamento anche con considerazione di eventi estremi, passando per valutazioni specifiche, in termini di salute pubblica, relativamente all’impatto emissivo ed alle ricadute a suolo nelle limitrofe aree agricole e nelle derrate alimentari lì coltivate, approfondimenti descrittivi delle modalità gestionali e dei presidi ambientali adottati nelle fasi di lavorazione dei rifiuti, con particolare riguardo ai rifiuti fangosi e liquidi, rappresentazione grafica di dettaglio e quotata dell’area di impianto ed in particolare agli spazi di manovra disponibili, considerando anche la gestione emergenziale, valutazioni di idoneità sismica degli edifici esistenti, degli impatti connessi al trasporto dei rifiuti in entrata ed in uscita, nonché di movimentazione degli “end of waste” con riguardo alle loro destinazioni e provenienze ed ai tragitti di percorrenza, indicazioni gestionali rispetto al rilevamento o riscontro di inquinanti diversi e non trattabili con desorbitore termico e dettagliata descrizione dei processi di recupero con specifico riguardo alle matrici in ingresso al desorbitore e dei conseguenti e connessi materiali che cessano la qualifica di rifiuto. Infine, si chiede di implementare la valutazione previsionale impatto acustico con tutte le fonti di emissione puntuale di progetto.

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