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IL CASO

Eremo di Camaldoli: basta Netflix

Il priore richiama i monaci al silenzio contro streaming e dipendenze digitali

Eremo di Camaldoli: basta Netflix

Nel cuore delle foreste del Casentino, all’ombra dell’eremo di Camaldoli in provincia di Arezzo, il priore generale della congregazione camaldolese, Padre Matteo Ferrari, ha rivolto alla comunità un richiamo netto: tenersi lontani da social network e piattaforme di streaming come Netflix. Le celle monastiche, ha spiegato, non possono trasformarsi in luoghi di intrattenimento.

La posizione è stata affidata a una lunga lettera pubblicata su Facebook, nella quale il priore ha sottolineato come molte tecnologie digitali siano concepite per catturare l’attenzione e generare dipendenza. Una dinamica che, per chi ha scelto una vita fondata sulla contemplazione e sul raccoglimento, rappresenta una sfida concreta e quotidiana.

L’eremo, fondato nell’XI secolo da san Romualdo, ospita oggi nove monaci. Le loro giornate sono scandite da preghiera, studio e silenzio. La cella è il centro di questa esperienza: uno spazio personale di meditazione profonda. Trasformarla in una sala per film e serie televisive significherebbe, secondo Ferrari, snaturarne il senso. Il rischio evocato è quello di una comunità che diventa esperta di cinema invece che ricercatrice di Dio.

Il richiamo non assume i toni di un divieto formale, ma si configura come un invito alla responsabilità. L’uso costante di contenuti digitali, dai social come Instagram e TikTok alle piattaforme online, può alterare il rapporto con il tempo e con la solitudine. Per il priore, evitare Netflix e strumenti analoghi è anche una scelta di povertà e sobrietà, valori centrali nella tradizione monastica.

Il tema si inserisce in un confronto più ampio all’interno della Chiesa sull’equilibrio tra tecnologia e vita spirituale. Nel 2022 Papa Francesco aveva invitato i seminaristi a utilizzare i social per comunicare e crescere, mettendo però in guardia dai rischi. A Camaldoli la linea è chiara: preservare il silenzio come condizione essenziale per la ricerca interiore. 

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