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rovigo
18.02.2026 - 16:43
La statua dedicata al gatto Rossini, mascotte di Rovigo investito e ucciso nel giorno di San Valentino, donata alla città dall’artista Alberto Cristini nella ricorrenza della Festa del gatto ed esposta allo Iat cittadino, è diventata un punto di attenzione e discussione. Non tanto per ciò che rappresenta, quanto per il dibattito che ha acceso: più che sul valore dell’opera, il confronto si è spostato sul modo in cui Rossini debba essere ricordato.
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In piazza e tra i cittadini il tono è stato molto più misurato rispetto a quello emerso sui social. Nessuno parla esplicitamente di una statua “brutta”, anzi: chi lo pensa si rifiuta apertamente di dichiararlo di fronte alla fotocamera. Insomma, non vuole metterci la faccia. E in molti, piuttosto, invitano a distinguere tra il gesto e le aspettative.
Silvia, che Rossini lo incrociava spesso passando in centro, difende senza esitazioni l’iniziativa: “E’ un bel modo per ricordarlo. Non sono d’accordo con tutte le critiche all’artista: c’è stata una donazione, un gesto gentile. Prima si diceva che bisognava fare qualcosa per Rossini, poi quando qualcosa viene fatto ci si lamenta comunque. Rossini era parte di Rovigo, io l’ho accarezzato più volte ed era sempre bello vederlo”.
Anche Valeria riconosce il valore del gesto: “E’ stato un bell'atto da parte dell’artista, e da quello che ho letto la statua era già programmata per la Festa del Gatto. Detto questo, forse per ricordare Rossini si potrebbe pensare a qualcosa che gli assomigli di più. Le critiche però sono state troppo offensive: resta un dono alla città e andrebbe rispettato”.
C’è poi chi guarda avanti, come Alice, che conosceva bene il micio rodigino: “La statua è carina, sembra quasi di cioccolato. La trovo un bel gesto, ma spero che in futuro venga realizzato qualcosa che richiami davvero Rossini. Io lo vedevo tutti i giorni con il mio cane, ho tante foto con lui ed era impossibile non affezionarsi”.
Più netta Linda, che richiama il tema dell’arte: “Per me è un bel gesto e va bene così. L’arte non si discute: l’artista l’ha pensata in questo modo ed era un’opera già prevista”.
La statua - come ha spiegato lo stesso artista - non nasceva come ritratto fedele di Rossini, ma come omaggio simbolico in occasione della Giornata del gatto. Un dettaglio che forse avrebbe chiarito fin da subito il senso dell’opera. In città resta l’affetto per Rossini e la voglia, semmai, di trovare in futuro altri modi per ricordarlo.
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