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Più arrivi da fuori, più residenti

Come cambia la nostra economia

Più arrivi da fuori, più residenti

Segnali di crescita. Grazie agli stranieri. Non è solo l’imprenditoria a beneficiare della componente straniera, ma anche la demografia. Sia il Polesine che Rovigo, infatti, con il dato aggiornato dall’Istat a fine ottobre, vedono la propria popolazione in crescita rispetto a gennaio. E questo, grazie anche e soprattutto alla componente migratoria. E nel capoluogo, in particolare, questo ha un valore importante, perché torna ad essere un Comune con oltre 50mila abitanti.

Il Polesine, che il primo gennaio 2025 contava 227.134 residenti, ne aveva al 31 ottobre 102 in più, 227.236. Può sembrare poca cosa, ma per una provincia che vede il numero dei residenti crollare di anno in anno è un raggio di luce nell’inverno demografico. E, questo segnale di speranza, arriva anche dall’estero. Perché se il bilancio demografico naturale, ovvero la differenza fra nati e morti, è comunque negativa, di ben 1.515 residenti, visto che nei 10 mesi 924 sono stati i nati e 2.439 le morti, il saldo migratorio con l’estero è in attivo di 1.314 residenti. Un ulteriore contributo è poi arrivato dal saldo migratorio interno, ovvero da persone che si sono trasferite in Polesine da altre province, con una differenza fra chi è partito e chi è arrivato di 303.

Analogamente, nel capoluogo il saldo naturale fra gennaio e ottobre è stato di -242 residenti, a fronte delle 225 nascite e delle 467 morti, mentre il saldo migratorio interno è stato in attivo di 24 residenti e il saldo migratorio con l’estero ha invece fatto crescere la popolazione cittadina di 313 persone. E così, Rovigo, che il primo gennaio 2025 contava 49.922 residenti, al 31 di ottobre è risalita a 50.017. Si tratta di 95 abitanti in più. Sufficienti per riportare Rovigo sopra quota 50mila.

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