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AMBIENTE

Un megaparco agrivoltaico da 19 milioni

Potenza di 16,62 megawatt con attivazione a fine 2027. Compensazioni per 300mila euro

L’agrivoltaico che sostiene l’economia

Tra Adria e Loreo prende forma il progetto agrivoltaico avanzato Frigato da 19 milioni di euro, presentato alla cittadinanza nell’ambito della procedura autorizzativa regionale attualmente in corso. L’incontro pubblico di ieri mattina in sala Federighi, alla presenza del sindaco Massimo Barbujani, del vicesindaco Federico Simoni e dell’assessore all’ambiente Giorgio D’Angelo, rappresenta il momento di informazione e confronto con il territorio previsto dalla normativa e si inserisce nelle fasi istruttorie che accompagneranno il progetto verso i successivi passaggi amministrativi del Paur, tra cui la conferenza dei servizi chiamata a raccogliere i pareri degli enti competenti.

L’impianto è previsto in area agricola nella zona di Cavanella Po, in prossimità della stazione elettrica di Adria Sud lungo la provinciale 45. A illustrare l’iniziativa sono stati i rappresentanti di Vexuvo, società italiana attiva nel settore delle energie rinnovabili e parte di un gruppo industriale che opera lungo l’intera filiera energetica.

Durante l’incontro il project manager ha spiegato che l’azienda segue direttamente tutte le fasi del ciclo: dalla ricerca dei terreni alla progettazione, fino alla costruzione, gestione e vendita dell’energia prodotta. L’impianto sorgerà su un’area complessiva di circa 30 ettari, di cui 12 sono stati esclusi per mantenere le distanze da zone tutelate. La superficie effettivamente utilizzata sarà di circa 18 ettari, con una forte componente agricola: secondo il progetto, l’88,5% dell’area resterà destinato alle coltivazioni, mentre la parte dedicata alla produzione energetica sarà inferiore al 40%, in linea con i requisiti dell’agrivoltaico avanzato.

La rotazione agricola prevista comprende grano e soia, con la possibilità di introdurre colture alternative a ridosso dei pannelli come erba medica o foraggio. I pannelli fotovoltaici saranno installati su strutture orientabili, disposte in file nord-sud, con corridoi di circa nove metri per consentire il passaggio dei mezzi agricoli. Secondo i tecnici, il modello agrivoltaico permetterebbe di integrare produzione energetica e attività agricola, grazie anche all’ombreggiamento dei pannelli che può ridurre lo stress idrico delle colture e contribuire alla conservazione del suolo. Il progetto prevede interventi di inserimento paesaggistico e ambientale, tra cui siepi di mitigazione per favorire la biodiversità e recinzioni rialzate per consentire il passaggio della piccola fauna. La progettazione agronomica è stata sviluppata con il coinvolgimento di professionisti locali, tra cui lo studio veronese Benincà.

Secondo i promotori, anche l’impianto Frigato, con una potenza prevista di 16,62 megawatt, si inserisce in una logica di riduzione delle emissioni e di contributo alla transizione energetica. La cantierizzazione potrebbe partire indicativamente entro la fine di maggio 2027, mentre la realizzazione dell’impianto richiederebbe circa sei mesi.

Durante la presentazione è stato inoltre spiegato che sono in corso interlocuzioni con l’amministrazione comunale per definire opere di compensazione territoriale, con risorse stimate tra il 2 e il 3% del valore dell’intervento, pari a circa 250-300mila euro. Tra le ipotesi illustrate figurano aree verdi, piste ciclabili, parchi inclusivi e installazioni fotovoltaiche su edifici pubblici.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    19 Febbraio 2026 - 18:19

    dicono i verdi che serve per non inquinare..e il consumo del suolo,come la chiamano??

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