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ECONOMIA

Arrivano i dazi sui piccoli pacchi

Bruxelles vara il contributo da 3 euro

Arrivano i dazi sui piccoli pacchi

Il conto alla rovescia è iniziato. Dal 1 luglio 2026 entrerà in vigore il nuovo contributo europeo sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi extra-Ue. La decisione, formalizzata dal Consiglio dell'Unione europea, introduce un prelievo forfettario di 3 euro per gli acquisti inferiori ai 150 euro, colpendo in particolare il flusso crescente di merci legate all’e-commerce asiatico.

Nel mirino ci sono le piattaforme low cost come Temu e Shein, protagoniste di un’espansione senza precedenti nel mercato europeo. Secondo i dati della Commissione europea, dal 2022 il numero dei pacchi a basso valore diretti nell’Unione è raddoppiato ogni anno e oltre il 90% delle spedizioni proviene dalla Cina. Un volume che ha messo sotto pressione il sistema doganale e alimentato le accuse di concorrenza distorta a danno delle imprese europee.

Finora le spedizioni sotto i 150 euro hanno beneficiato dell’esenzione de minimis, evitando i dazi doganali. Con l’accordo raggiunto a Bruxelles, questa soglia verrà superata. In attesa dell’entrata in funzione del nuovo hub doganale digitale previsto per il 2028, gli Stati membri hanno scelto una soluzione transitoria: un contributo fisso di 3 euro calcolato per categoria merceologica e non per singolo pacco. Ciò significa che articoli appartenenti a classi tariffarie diverse comporteranno addebiti distinti.

L’Italia, tuttavia, si è mossa in anticipo. Con la Legge di Bilancio 2026 il governo guidato da Giorgia Meloni ha introdotto un contributo nazionale di 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. Una misura autonoma, concepita come costo di gestione allo sdoganamento, che si applica alla spedizione nel suo complesso.

L’effetto collaterale non si è fatto attendere. Diversi operatori hanno scelto di far atterrare i voli cargo in altri scali europei privi di un analogo contributo, per poi trasferire le merci su gomma verso l’Italia. A farne le spese è stato soprattutto l’Aeroporto di Milano Malpensa, fulcro delle attività cargo nazionali. Secondo Swissport, leader nei servizi di handling aeroportuale, il calo dei voli diretti ha già inciso sui volumi e sui margini operativi, alterando l’equilibrio competitivo tra gli scali europei.

La tassa europea non sostituisce automaticamente quella italiana. Per allineare le due discipline sarà necessario un intervento normativo specifico, su cui l’esecutivo sta lavorando. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha assicurato l’intenzione di rendere il contributo nazionale coerente con il quadro europeo, anche alla luce delle pressioni politiche per una revisione o sospensione della misura.

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