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“La situazione è drammatica”

Mercoledì il tavolo istituzionale. Approvato all’unanimità un documento indirizzato ai ministri

“La situazione è drammatica”

Il Nord Adriatico è travolto da una crisi senza precedenti: 110 motopescherecci fermi da ottobre 2024, centinaia di famiglie e un intero indotto in paralisi da oltre un anno e mezzo. È il quadro drammatico emerso durante il tavolo istituzionale convocato dalla Regione del Veneto per affrontare l’emergenza della pesca professionale, che interessa tutto il comparto dei molluschi bivalvi lungo la costa del Nord Adriatico.

La raccolta delle vongole di mare è stata messa in ginocchio dagli effetti combinati del granchio blu, dell’aumento delle temperature, delle mucillagini e dei fenomeni di alterazione degli ecosistemi marini, con gravi ripercussioni sul tessuto produttivo costiero.

“Il documento che abbiamo condiviso ieri sera non è un atto formale, ma un impegno politico e operativo. Ognuno degli intervenuti lo ha fatto proprio, senza distinguo. Significa che istituzioni, categorie e pescatori hanno scelto di assumersi insieme la responsabilità di una proposta concreta, credibile e unitaria”, ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca Dario Bond.

Al tavolo sono intervenuti il prefetto di Venezia Darco Pellos, il vicecomandante della direzione marittima di Venezia, capitano di vascello Daniele Diguardo, i consiglieri regionali Laura Besio, Rosanna Conte, Jonathan Montanariello, Monica Sambo e i rappresentanti delle categorie di settore.

Tra i presenti: Gianni Stival, presidente del Cogevo (Consorzi di Gestione della Pesca dei Molluschi) Venezia e presidente Agci Veneto (Associazione generale delle cooperative italiane), Boscolo Marchi, presidente del Cogevo di Chioggia, Carlo Salvan presidente Coldiretti Veneto, Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto, Alessandro Faccioli, responsabile Coldiretti pesca Veneto, Paolo Tiozzo presidente Confcooperative - Federcoopesca Veneto, Antonio Gottardo presidente Legacoop Agroalimentare Veneto, Gianluca Fregolent, dirigente di Veneto Agricoltura e i pescatori Lucio Perini e Michele Scarpa. Al centro del confronto, la gravità della paralisi produttiva nel Nord Adriatico, dove le marinerie si trovano in condizioni di collasso ecologico ed economico. Per il 2024 il settore ha già ottenuto il riconoscimento di calamità naturale da parte del Masaf, con l’assegnazione al Veneto di 1.211.166 euro, mentre è ancora atteso il riconoscimento per il 2025. Durante l’incontro è stato condiviso ed approvato all’unanimità un documento indirizzato ai ministri competenti, ambiente e agricoltura, che rappresenta una piattaforma organica di intervento per tutto il comparto dei molluschi bivalvi del Nord Adriatico. Il testo sottolinea come la crisi della vongola di mare si protragga da oltre 18 mesi a causa della mortalità anomala dovuta all’effetto sinergico di shock termici, acidificazione, inquinamento e proliferazione di specie invasive.

Il documento propone di integrare esplicitamente le istanze del settore nel Piano nazionale di ripristino previsto dal regolamento Ue 2024/1991, con priorità per la fascia costiera entro le 12 miglia nautiche, dove la pressione climatica e antropica è più intensa e operano le flotte della piccola pesca e delle draghe idrauliche. Chiesta anche l’istituzione di un’Authority per il ripristino della sostenibilità, con funzioni di coordinamento strategico tra i ministeri, valutazione dell’impatto socioeconomico delle misure ambientali e gestione degli interventi, indirizzando risorse e indennizzi verso le aree più colpite.

Tra le misure straordinarie previste vi sono indennizzi diretti per le imprese e i circa 500 operatori fermi da un anno e mezzo, rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per la pesca e l’acquacoltura, un programma volontario di arresto definitivo per le unità autorizzate alla draga idraulica, sgravi fiscali e misure di decontribuzione per evitare il fallimento delle aziende, e progetti di monitoraggio ambientale remunerati che valorizzino i pescatori come “sentinelle del mare”.

La Regione Veneto è già intervenuta con risorse proprie: 570mila euro per la rivitalizzazione dei fondali dei molluschi bivalvi, 30mila euro per un progetto specifico sul granchio blu, 1,5 milioni di euro del Feampa e un progetto triennale di gestione dei molluschi in Adriatico da 300mila euro annui fino al 2026. “Abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte – ha ribadito l’assessore – ma la dimensione della crisi richiede un salto di scala. Serve una governance nazionale forte, capace di coniugare tutela ambientale e sopravvivenza del tessuto produttivo. Il Nord Adriatico è oggi il punto più fragile del sistema, ma anche il luogo da cui può partire un nuovo modello di gestione sostenibile. Il messaggio che esce dal Tavolo di ieri sera – ha concluso Bond – è chiaro: il Veneto non lascia soli i suoi pescatori. Lavoreremo in modo compatto e unitario per restituire prospettiva, reddito e dignità a un settore che è economia, identità e presidio del nostro mare”.

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