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SPAGNA
19.02.2026 - 07:00
Il governo spagnolo alza il livello dello scontro con le grandi piattaforme tecnologiche. Il premier Pedro Sánchez ha annunciato che il Consiglio dei ministri chiederà alla procura di indagare su Meta, TikTok e X per la diffusione di materiale pedopornografico, con particolare riferimento agli strumenti di intelligenza artificiale generativa in grado di creare immagini e contenuti manipolati che coinvolgono minori.
Nel messaggio affidato proprio ai social, Sánchez ha accusato le piattaforme di attentare contro la salute mentale, la dignità e i diritti dei figli, sostenendo che lo Stato non può tollerare ulteriormente quella che definisce l’impunità dei giganti tecnologici. L’annuncio arriva a poche settimane dalla proposta di vietare l’accesso ai social network ai minori di sedici anni, misura presentata come risposta ai danni psicologici legati all’esposizione a contenuti d’odio e materiali inappropriati.
Dal palco del World Government Summit, il leader socialista aveva descritto le reti sociali come uno spazio fuori controllo, paragonato a uno Stato in cui le leggi vengono ignorate e i reati tollerati. Nel mirino anche Elon Musk, accusato di aver promosso una campagna di disinformazione contro la decisione del governo spagnolo di regolarizzare mezzo milione di migranti. La replica del fondatore di Tesla e proprietario di X non si era fatta attendere, con parole durissime rivolte al capo dell’esecutivo iberico.
Sul fronte dei numeri, il fenomeno della pedopornografia online mostra una crescita preoccupante, alimentata dall’uso sempre più sofisticato dell’intelligenza artificiale. In Italia, il report dell’associazione Meter documenta quasi tremila minori “spogliati” digitalmente in sei mesi e oltre cinquecento gruppi segnalati sulla piattaforma Signal. Un’espansione che solleva interrogativi urgenti sulla capacità degli ordinamenti di fronteggiare una minaccia in continua evoluzione.
Le criticità giuridiche si moltiplicano. Le tecnologie generative consentono di alterare fotografie esistenti, modificare volti e perfino età apparenti, rendendo difficile distinguere tra vittime reali e creazioni artificiali. Una zona grigia che complica l’identificazione dei minori coinvolti e la loro tutela giudiziaria.
Il monitoraggio dell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia di Meter segnala inoltre l’uso di bot basati su intelligenza artificiale su Telegram, capaci di simulare conversazioni credibili con i minori.
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