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Pensioni per cani e gatti: nuove regole

Per facilitare l'insediamento di queste strutture

Pensioni per cani e gatti: nuove regole

Una proposta di modifica alla Legge Regionale 11 del 2004, “Norme per il governo del territorio”, per introdurre una disciplina specifica sulle pensioni per cani e gatti in Veneto. È il contenuto del progetto di legge depositato dal presidente della sesta commissione consiliare, Enoch Soranzo (Fratelli d’Italia–Giorgia Meloni), con l’obiettivo dichiarato di regolamentare un settore finora privo di una cornice normativa organica.

Il testo interviene sulle regole urbanistiche che disciplinano l’insediamento delle strutture destinate alla custodia temporanea degli animali d’affezione. "La proposta – spiega Soranzo – mira a consentire la realizzazione e l’adeguamento di pensioni per cani e gatti, facilitandone l’insediamento anche in zona agricola e superando i vincoli che finora limitavano queste attività ai soli imprenditori agricoli a titolo principale".

Secondo il consigliere regionale, il rapporto tra cittadini e animali da compagnia è mutato negli ultimi anni, con un aumento della domanda di strutture dedicate alla loro custodia durante periodi di assenza dei proprietari. L’attuale quadro normativo, viene sottolineato, non prevede una disciplina specifica per queste attività, con conseguenti difficoltà interpretative per operatori e amministrazioni locali.

Il progetto di legge si articola su tre direttrici principali. La prima riguarda la semplificazione urbanistica: sarà consentito l’utilizzo di fabbricati esistenti in zona agricola per l’attività di pensione, anche attraverso interventi di ristrutturazione e ampliamento funzionale, senza la necessità della qualifica di imprenditore agricolo.

Il secondo punto attiene alla tutela del territorio. Le strutture saranno escluse dalle zone territoriali omogenee A (centri storici) e D (aree produttive), privilegiando collocazioni che garantiscano minore impatto acustico e igienico-sanitario rispetto ai centri abitati.

Il terzo pilastro riguarda gli standard di qualità e benessere animale. La Giunta regionale sarà chiamata a definire i requisiti strutturali – come dimensioni dei box, recinzioni e distanze dai confini – e quelli professionali per i gestori, con l’obiettivo di assicurare condizioni adeguate sotto il profilo sanitario e del benessere psico-fisico degli animali.

Il provvedimento, viene precisato, non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale. L’iter legislativo prevede ora l’esame nelle commissioni competenti prima dell’approdo in Consiglio regionale per la votazione finale.

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