VOCE
Il caso
20.02.2026 - 08:00
Bosco Langer è inquinato e il progetto di riqualificazione da oltre due milioni di euro pianificato dalla precedente amministrazione è appeso ad un filo. Perché l’inquinamento dell’area è causato non solo dalla presenza di piombo nel terreno, legato al funzionamento a partire dalla seconda metà dell’Ottocento dell’ex tiro a segno, “immerso” con le sue numerose strutture, all’interno degli oltre sette ettari di verde. Ma c’è di più. Infatti, nel grande polmone verde che sorge maestoso a sud del canale Ceresolo è stata rilevata anche la presenza di Ipa, vale a dire idrocarburi policiclici aromatici derivanti dalla combustione incompleta di materiale organico e dall’uso di olio combustibile, gas, carbone e legno nella produzione di energia. Ed è proprio questa nuova ingombrante presenza che ha determinato la richiesta, da parte di palazzo Nodari, di un’analisi del rischio a due professionisti esterni. Un passaggio, questo, che l’assessore all’ambiente Andrea Denti ha motivato accuratamente attraverso la risposta ad una interrogazione presentata dal consigliere del Forum dei cittadini Dina Merlo: “In base ai risultati del piano di caratterizzazione del parco Langer, le analisi effettuate sui campioni di terreno hanno evidenziato superamenti delle concentrazioni della soglia di contaminazione - afferma Denti - Tali superamenti interessano la maggior parte delle maglie di indagine e riguardano prevalentemente il piombo e gli Ipa”. Il superamento delle soglie di concentrazione “non costituisce di per sé un obbligo di bonifica - evidenzia l’assessore - ma determina l’obbligo di avviare la procedura di analisi del rischio sito-specifica” che serve a determinare “i livelli di inquinamento che non comportano rischi per i cittadini che frequenteranno l’area”.
L’analisi del rischio in questione, come spiega il sindaco Valeria Cittadin, è pervenuta a palazzo Nodari nei giorni scorsi “ma siamo in attesa dell’asseverazione da parte di Arpav”, dunque per il momento non viene resa pubblica. Tuttavia, “la relazione tecnica conferma livelli di inquinamento tali da far pensare ad una possibile revisione del progetto di riqualificazione - puntualizza Cittadin - questo perché la presenza degli idrocarburi, probabilmente legati all’attività dell’ex zuccherificio, potrebbe imporre una fruizione dell’area per un tempo limitato oppure prevedendo delle zone limitate di spazio da utilizzare all’interno del bosco, senza che i visitatori possano superarne i confini”.
Tutto questo senza dimenticare che, comunque, prima della riqualificazione andrebbe realizzata una bonifica quanto meno parziale del sito il cui costo è stimato intorno al milione di euro che andrebbe ad aggiungersi ai quasi 2,5 milioni della successiva riqualificazione. Viste le cifre in ballo, va da sé che un ragionamento sul progetto sia stato aperto.
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