VOCE
IL CASO
21.02.2026 - 20:00
Una lettera durissima scuote il caso dei bambini allontanati dalla famiglia che viveva nel bosco. A firmarla è Catherine Birmingham, madre dei tre minori, che affida a una missiva indirizzata alle assistenti sociali – pubblicata da La Verità – un atto di accusa senza attenuanti contro chi avrebbe dovuto garantire tutela e protezione.
La donna sostiene che i figli siano stati ignorati nelle loro richieste di aiuto, non creduti quando hanno espresso il desiderio di tornare a casa, liquidati come se il loro disagio fosse irrilevante. Scrive che i bambini avrebbero dichiarato apertamente di sentirsi infelici nel luogo in cui si trovano ora, di non riconoscerlo come sicuro, di rimpiangere il padre, gli animali, gli amici e l’ambiente in cui sono cresciuti. Secondo la madre, le loro parole sarebbero rimaste senza risposta concreta.
Nel testo, Catherine Birmingham parla di una “fiducia tradita” da parte di tutti gli adulti coinvolti, incluse le stesse operatrici sociali. Accusa la struttura che ospita i minori di aver diffuso informazioni distorte sul suo conto e di aver omesso, nei resoconti ufficiali, il disagio psicologico manifestato dai bambini fin dalla prima notte di separazione forzata dalla madre. Descrive un ambiente percepito come ostile, segnato da ansia e senso di insicurezza, dove i figli si sarebbero sentiti soli e privati dei loro riferimenti affettivi.
Il cuore della lettera è un elenco di comportamenti che la madre interpreta come segnali evidenti di trauma: rabbia improvvisa, crisi di pianto, rifiuto dell’igiene personale, incubi notturni, atti autolesionistici, aggressività verso oggetti e tra loro stessi. Racconta di fame e stanchezza costanti, di attese prolungate prima dei pasti, di paure che definisce fondate e che, a suo dire, avrebbero alimentato un clima di tensione continua. Parla di figli che masticano dita, capelli e vestiti, che distruggono giochi, che urlano nel sonno chiedendo aiuto.
Secondo Birmingham, la situazione sarebbe peggiorata progressivamente fino a diventare, nelle sue parole, uno stato di emergenza psicologica. I bambini, scrive, sarebbero stati strappati a una casa che definisce sana e felice, e privati dei legami che costituivano il loro equilibrio. La madre chiede il rientro immediato dei minori presso di lei e il padre, sostenendo che solo così possano iniziare un percorso di guarigione.
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