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L'EVENTO

La tratta dei migranti vista dagli artisti

Oltre 100 persone in Pescheria Nuova, con decine di persone che hanno atteso all’esterno

Si è svolta ieri, sabato 21 febbraio, l’inaugurazione della mostra collettiva “Mediterraneo – Mediterranea”, in Pescheria Nuova, registrando una partecipazione straordinaria: oltre 100 persone presenti, con decine di persone che hanno atteso all’esterno prima di poter accedere agli spazi espositivi.

Un segnale forte dell’interesse e della sensibilità diffusa verso i temi affrontati dalla mostra: migrazioni, soccorso civile in mare, diritto al movimento, giustizia sociale, dignità umana.

L’evento è stato introdotto e moderato dalla giornalista Giorgia Brandolese e arricchito dalle letture poetiche di Monica Cecchinato, dedicate al Mediterraneo, tratte dall'autore Erri De Luca e da un testo originale dell’artista e attivista Gigi Gioli, creando un dialogo profondo tra parola, arte e impegno civile.

Al centro della sala espositiva domina la grande installazione: una vela monumentale larga tre metri e lunga diciotto, su cui è proiettato un video realizzato da Alberto Gambato, accompagnato da un flusso continuo di immagini delle missioni di mare e di terra di Mediterranea Saving Humans.

Durante l’inaugurazione è stato proiettato anche il videomessaggio di Luca Casarini, fondatore e di Mediterranea, impossibilitato a essere presente fisicamente perché impegnato a Trapani nella partenza della barca a vela Safira per una commemorazione in mare delle vittime del Mediterraneo durante il ciclone Harry.

Nel suo intervento, Casarini ha ringraziato profondamente la comunità e gli artisti, sottolineando il valore dell’arte come strumento capace di “aprire la mente” e scalfire la globalizzazione dell’indifferenza. Ha denunciato la trasformazione del Mediterraneo in una delle frontiere più mortifere del pianeta, teatro di una strage sistematica che priva donne, uomini e bambini del diritto alla vita, al futuro e al movimento.

La commemorazione in mare, accompagnata da una preghiera cristiana, una preghiera islamica e un’orazione civile, è dedicata a tutte le persone morte e disperse: un gesto simbolico, politico e umano che si lega profondamente al senso della mostra.

In questo intreccio tra arte, azione diretta e memoria, la vela diventa metafora potente: anche su un relitto, anche su pochi pezzi di legno, può raccogliere il vento e generare movimento. Movimento come diritto, possibilità, alternativa alla morte.

“Mediterraneo – Mediterranea” non è solo un’esposizione artistica, ma un atto pubblico e politico, che afferma con forza che salvare vite non è un crimine, che la solidarietà non si processa, che nessuna persona è illegale.

Il programma prosegue sabato 28 febbraio alle ore 18.00 con l’incontro pubblico con Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, moderato da Francesco Casoni, autore.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 1 marzo, con i seguenti orari: mattino 10.00 – 12.30 e pomeriggio 16.00 – 19.30.

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