VOCE
VENETO
22.02.2026 - 08:29
In Italia non risulta la presenza della "zanzara anophele" che trasmette la malaria
Una bambina residente a Chioggia è attualmente ricoverata in terapia intensiva a Padova a causa di una grave forma di malaria. Dopo un iniziale accesso al pronto soccorso dell'ospedale della Navicella di Chioggia con sintomi quali febbre alta, dolori muscolari e vomito, il quadro clinico ha spinto i medici a disporre il trasferimento d'urgenza nel centro di riferimento per le malattie infettive del capoluogo veneto.
L'infezione è stata classificata come caso d'importazione, poiché la piccola era rientrata di recente da un soggiorno in Africa con i familiari. Il manifestarsi dei sintomi dopo il ritorno è compatibile con il periodo di incubazione del parassita, che oscilla solitamente tra una e quattro settimane. La conferma diagnostica e l'identificazione della specie di protozoo responsabile sono state affidate all'impiego combinato di test immunocromatografici rapidi e metodologie molecolari.
I dati statistici evidenziano come la malaria in Italia sia un fenomeno strettamente legato ai flussi migratori e ai viaggi internazionali, con una stabilità nei numeri dopo la flessione registrata durante l'emergenza pandemica. Tra il 2017 e il 2023 sono stati segnalati complessivamente 4.372 casi, con una media di circa 624 episodi all'anno. La maggior parte dei contagi riguarda residenti che si recano nei paesi d'origine per visite ai familiari, mentre i cittadini italiani rappresentano mediamente il 16% del totale.
Sebbene il picco dei contagi si registri abitualmente nel mese di settembre, in coincidenza con il rientro dalle vacanze estive, il caso attuale dimostra come il rischio rimanga presente in ogni periodo dell'anno per chi transita in aree endemiche. La somiglianza iniziale tra la malaria e le comuni sindromi influenzali sottolinea l'importanza fondamentale di riferire tempestivamente al personale medico eventuali viaggi all'estero per garantire una diagnosi precoce.
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