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VENEZIA

Bisanzio, il volto del dissenso

Alla Biblioteca Marciana manoscritti del XII secolo raccontano lo scontro tra fede e eresia

Bisanzio, il volto del dissenso

Nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana prende forma un viaggio nella complessa dialettica tra ortodossia e dissidenza religiosa nell’Impero bizantino. Fino al 22 febbraio, la mostra Eresia e ortodossia a confronto. Manoscritti e testi da Bisanzio alla Biblioteca Marciana espone preziosi codici, alcuni miniati, risalenti in larga parte al XII secolo, periodo in cui il controllo delle deviazioni dottrinali si fece più serrato e sistematico.

L’esposizione, curata da Marco Fanelli, Ottavia Mazzon, Alessandra Bucossi e Niccolò Zorzi, nasce da un progetto di ricerca promosso dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e dall’Università di Padova. Al centro dell’indagine si colloca una stagione storica segnata da un’intensa produzione antiereticale, sostenuta dagli imperatori della dinastia comnena e appoggiata dall’autorità patriarcale, in un clima politico e religioso attraversato da tensioni profonde.

I manoscritti in mostra restituiscono la voce di chi combatté le dottrine considerate devianti. Tra i protagonisti emergono figure decisive della letteratura eresiologica del XII secolo come Eutimio Zigabeno, Andronico Camatero e Niceta Coniata, quest’ultimo noto anche per aver narrato la presa di Costantinopoli nel 1204 durante la Quarta Crociata. Attraverso i loro testi si delinea una strategia culturale e teologica volta a definire i confini dell’ortodossia e a circoscrivere l’alterità.

Accanto ai codici dell’Antico e del Nuovo Testamento, ai commentari biblici e agli Atti conciliari, l’itinerario espositivo illumina il confronto con le Chiese latina e armena e il dialogo, spesso conflittuale, con comunità religiose radicate nel tessuto dell’impero, come Ebrei e Musulmani. L’eresia, in questa prospettiva, appare non soltanto una questione teologica, ma un dispositivo politico e sociale capace di definire identità e frontiere culturali.

Una sezione della mostra è dedicata al restauro di alcuni codici, realizzato nell’ambito del progetto Prin 2022 Pnrr in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, con l’obiettivo di preservare un patrimonio che continua a interrogare il presente. L’ingresso avviene dal Museo Archeologico o dal Museo Correr, con apertura quotidiana dalle 10 alle 17.

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