VOCE
il caso
22.02.2026 - 07:30
A cinque mesi dalla nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale del Teatro La Fenice, il clima interno resta segnato da tensioni profonde. Nuovi fronti di polemica si sono aperti nelle ultime ore, aggravando una situazione che non trova ancora un punto di equilibrio, nonostante lo sblocco della prima tranche del welfare approvato dal Consiglio di indirizzo della Fondazione.
Al centro delle contestazioni vi sono le parole pronunciate da Andrea Ruggeri, editorialista de Il Giornale, che durante una presentazione milanese della direttrice avrebbe definito gli orchestrali «quattro pippe». Le organizzazioni sindacali hanno chiesto una presa di posizione formale da parte del sovrintendente Nicola Colabianchi, ritenendo l’attacco lesivo non solo per i lavoratori ma per l’immagine stessa dell’istituzione.
La risposta è arrivata attraverso una lettera condivisa all’unanimità dal Consiglio di indirizzo. Colabianchi ha richiamato la necessità di mantenere un profilo prudente, spiegando che il silenzio adottato in questi mesi non rappresenta disinteresse ma una scelta di responsabilità, volta a contenere l’escalation delle tensioni e a salvaguardare il prestigio del teatro. Una posizione che non ha convinto i rappresentanti degli orchestrali, i quali hanno giudicato grave l’assenza di una difesa esplicita di fronte alle offese pubbliche.
Nel frattempo, un incontro riservato si è svolto a Venezia tra Beatrice Venezi, il sindaco Luigi Brugnaro e lo stesso Colabianchi, nel tentativo di riaprire un canale di dialogo e superare lo stallo che paralizza la programmazione futura.
Un secondo fronte si è aperto dopo la pubblicazione di un’intervista rilasciata dalla direttrice al quotidiano argentino Clarín. Venezi ha sostenuto di essere finita al centro di una dinamica politica utilizzata per colpire l’attuale Governo, denunciando anche una componente di ostilità legata al fatto di essere donna. Ha parlato di un contesto ancora segnato da machismo e di una resistenza al cambiamento, affermando che l’età media degli abbonati supera gli ottant’anni e che la città necessita di un rinnovamento capace di attrarre nuovi pubblici, anche attraverso il turismo.
Le dichiarazioni hanno suscitato la reazione del costituendo comitato di abbonati Fenice Viva, che ha definito le parole della direttrice mendaci e offensive. Secondo il gruppo, la presenza di over ottanta rappresenterebbe solo una quota marginale del pubblico e l’innovazione non può ridursi a una strategia di richiamo turistico, ma deve fondarsi su competenza e visione culturale solida.
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