VOCE
VENETO
22.02.2026 - 17:00
Da oltre cinque secoli la polenta accompagna la storia alimentare del territorio veronese. Introdotta dopo l’arrivo del mais nel XVI secolo, si è trasformata da cibo delle classi popolari a pilastro della cucina locale, diventando presenza costante sulle tavole delle famiglie venete, soprattutto nei mesi più freddi. Oggi rappresenta un tratto distintivo dell’identità gastronomica della provincia di Verona, specchio di una cultura contadina capace di valorizzare ingredienti essenziali e sapori autentici.
Nel Veneto orientale si utilizza prevalentemente farina bianca, diffusa tra Venezia, Treviso e Padova, mentre nel Veronese domina la farina gialla a grana finissima. È questa la base ideale per accompagnare salumi, formaggi e piatti della tradizione rurale della Pianura Padana. La cucina locale, schietta e generosa, racconta un territorio che unisce forza e delicatezza, semplicità e profondità di gusto.
La preparazione resta fedele a un rito antico. Acqua e sale vengono portati a ebollizione, quindi la farina di mais viene incorporata lentamente, mescolando senza sosta per evitare grumi. La cottura prosegue a fuoco lento fino a quando l’impasto si compatta e si stacca dalle pareti del paiolo. Burro e formaggio possono arricchirla, rendendola ancora più cremosa e avvolgente.
Tra le varianti più rappresentative spicca la Polenta Carbonera del Garda, piatto simbolo della tradizione veronese. Preparata con farina gialla del territorio, formaggi delle malghe del Baldo come il Monte Veronese, olio extravergine del Garda e una lunga cottura nel paiolo di rame, la Carbonera esprime la sintesi perfetta tra materia prima e tecnica. Il risultato è una consistenza densa, arricchita dal formaggio fuso che si amalgama lentamente fino a creare una struttura compatta e saporita.
La polenta si presta a numerosi abbinamenti che ne esaltano il carattere: può sostenere sughi di carne robusti, accompagnare funghi e formaggi erborinati, accogliere baccalà mantecato o stufati speziati. Anche al forno trova nuova vita, gratinata con salsa e formaggio, mentre la versione dolce recupera la tradizione del riuso trasformando gli avanzi in frittelle profumate di limone e cannella.
Oltre al valore culturale, la polenta si distingue per le sue qualità nutrizionali. Ricca di carboidrati complessi, garantisce energia a rilascio graduale e contribuisce a mantenere stabile la glicemia. L’elevato contenuto di fibre favorisce il benessere dell’apparato digerente, mentre il basso apporto di grassi e l’assenza naturale di glutine la rendono adatta anche a chi segue un’alimentazione specifica. Contiene vitamine del gruppo B ed E, sali minerali e composti come il triptofano, precursore della serotonina. Con un apporto calorico inferiore rispetto alla pasta, rappresenta un’alternativa equilibrata e saziante.
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