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Autodromo: smentite le voci di apertura

Altoè: “Non è facile. Servono lavori e autorizzazioni”

Autodromo: smentite le voci di apertura

Le immagini circolate online negli ultimi giorni hanno riacceso speranze e discussioni attorno all’autodromo di Adria. Su un sito specializzato nella vendita di esperienze di guida in pista sono infatti comparse date di prenotazione per giri con supercar già fissate nel mese di marzo, alimentando l’idea di una possibile riapertura del circuito e riportando entusiasmo tra appassionati e cittadini.

Dietro quelle date, però, la realtà appare ancora incerta. L’autodromo di Adria, inaugurato nei primi anni Duemila e per anni punto di riferimento del motorsport nazionale e internazionale, è chiuso dal 2022 a seguito delle vicende economiche e societarie che hanno interessato la gestione. Da allora il futuro della struttura è rimasto sospeso tra ipotesi di rilancio e manifestazioni di interesse che non hanno ancora portato a risultati concreti. A spiegare l’origine delle date pubblicate online è stata un’operatrice del servizio clienti dell’organizzatore delle esperienze di guida, secondo cui il calendario sarebbe nato da contatti preliminari con una società che avrebbe ipotizzato la riapertura dell’impianto. “Abbiamo contatti con una società che ci ha detto che forse sarebbero riusciti a riaprire l’autodromo, quindi sono stati presi accordi economici per fissare le date”, ha riferito, precisando che in caso di mancata disponibilità della pista le prenotazioni verrebbero trasferite su altri circuiti.

Nessuna indicazione, al momento, sull’identità del soggetto coinvolto. Le date inserite online sembrano quindi basarsi su accordi preliminari, senza che risulti completato un percorso di acquisizione o una piena disponibilità della struttura.

Una cautela condivisa anche dal sindaco Massimo Barbujani, che invita alla prudenza: “Crederò alla riapertura solo quando vedrò i cancelli aperti”. Il primo cittadino conferma comunque l’esistenza di interesse verso l’area: gruppi finanziari avrebbero manifestato la volontà di acquisire e rilanciare l’impianto, tanto da rendere necessario un imminente confronto istituzionale in prefettura per riunire tutti i soggetti coinvolti e valutare le strade realmente percorribili.

Le immagini apparse sui social hanno sorpreso anche Giuliano Altoè, già patron dell’Adria International Raceway e figura storicamente legata al circuito, che ha escluso qualsiasi coinvolgimento nella pubblicazione delle date. Secondo la sua ricostruzione, la situazione resta complessa: la disponibilità dell’impianto sarebbe legata a un fondo Sgr e a procedure riconducibili alla Banca d’Italia, elementi che renderebbero difficile immaginare tempi brevi.

Altoè lascia però intendere che il lavoro per trovare una soluzione non si sia mai interrotto, ricordando che “non bastano accordi commerciali, servono autorizzazioni, lavori e tempi tecnici”. A rendere il quadro ancora più delicato si aggiunge un furto avvenuto nelle notti tra il 17 e il 18 febbraio, che ha danneggiato gli impianti elettrici in rame del circuito. “E’ venuto il tecnico degli impianti a vedere e ci vorranno mesi per rifare tutto”, spiega, sottolineando come la pista non sia al momento pronta a ospitare eventi.

Tra trattative ancora aperte e ostacoli burocratici, la riapertura dell’Autodromo di Adria resta al momento solo un’ipotesi. Per ora, i cancelli restano chiusi.

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